Il gas naturale
del Venezuela

17/10/2013

Il Venezuela ha frequenti black out, anche se ha sviluppato molti impianti idroelettrici. Per avere abbastanza energia all’interno, ma continuare a esportare il greggio per sostenere l’economia, dovrà sviluppare una fonte energetica affidabile che non consumi petrolio. Il gas naturale prodotto offshore potrebbe essere la soluzione

Il Venezuela possiede abbondanti riserve di gas naturale, ma per diversi motivi la produzione è ancora limitata (mappa a lato). Circa il 90% del gas naturale venezuelano è associato – ovvero mescolato al petrolio – e viene ri-pompato nei pozzi per agevolare l’estrazione del greggio. La maggior parte del greggio venezuelano è estratto da giacimenti vicini all’esaurimento o dalla Faja del Orinoco, che produce petrolio pesante; in entrambi i casi per aumentare il tasso di estrazione del petrolio occorre ri-pompare gas nei pozzi.

Esistono anche importanti giacimenti offshore di gas naturale non associato, ma la compagnia statale Petroleos de Venezuela (PDVSA) non ha a né capitale sufficiente né tecnologia adeguata per sfruttare questi giacimenti, perciò deve ricorrere a imprese estere.

Grazie alla legge sugli idrocarburi del 1999, gli operatori privati possono avere anche il totale controllo delle attività di estrazione del gas naturale offshore (mappa a lato). La stessa legge ha diminuito le royalties sul gas estratto offshore (al 20%) e la tassazione sugli utili (al 34%). Ha tuttavia stabilito che la PDVSA ha il diritto di acquisire il 35% delle quote dei progetti. Gli investitori stranieri sono ora attratti dalle condizioni proposte dal governo venezuelano. Ad oggi il Venezuela compra il gas naturale dalla Colombia a 4,97 dollari per mBtu (mille unità termiche britanniche). A dicembre 2011 è stato deciso che Caracas pagherà al consorzio ENI/Repsol – che sta sviluppando il giacimento di Perla – 3,69 dollari per mBtu, un prezzo attraente per gli investitori e conveniente per il paese.

Tre sono i grandi progetti di sfruttamento del gas naturale non associato offshore in Venezuela: il progetto Rafael Urdaneta, il progetto Mariscal Sucre e il progetto Piattaforma Deltana.

Il progetto Rafael Urdaneta riguarda il giacimento di Perla, scoperto dal consorzio ENI/Repsol nel 2009 nel Golfo del Venezuela, che si stima contenga 460 miliardi di metri cubi di gas. Nel dicembre 2012 la PDVSA ha esercitato il proprio diritto di acquisire il 35% delle quote. Le operazioni dovrebbero iniziare entro la fine del 2014. Inizialmente si estrarranno 9 miliardi di metri cubi al giorno, per arrivare a 36 miliardi di metri cubi al giorno nel 2036.

Il progetto Mariscal Sucre riguarda un giacimento scoperto nel 2007 a nord della Penisola di Paria, nella parte orientale del paese. Secondo le stime potrebbe fornire 416 miliardi di metri cubi di gas. Entro il 2020 saranno costruiti 34 pozzi, due piattaforme e 563 kilometri di tubazioni sottomarine. Sono già stati investiti circa 5,5 dei 15,7 miliardi di dollari previsti per il completamento del progetto; la società russa Rosneft ha recentemente comunicato di essere pronta a investire altri 5 miliardi di dollari. Il giacimento è stato inaugurato alla fine di luglio 2013. All’inizio di agosto la PDVSA ha iniziato a posare tubazioni sottomarine per collegare due parti del giacimento con la terraferma. Inizialmente si estrarranno 2,1 miliardi di metri cubi al giorno, fino ad arrivare a 9 miliardi di metri cubi al giorno.

Il progetto Piattaforma Deltana riguarda un giacimento a cavallo del confine marittimo con Trinidad e Tobago. Prima di avviare la produzione è stato necessario siglare un accordo per lo sfruttamento congiunto. Oltre alla PDVSA, partecipano all’esplorazione l’americana Chevron, la norvegese Statoil e la francese Total. Il 16 agosto Trinidad e Tobago e Venezuela hanno concordato che 206,6 miliardi di metri cubi di gas (su un totale di 283 milioni di metri cubi) estratti dal giacimento Loran-Manatee spetteranno al Venezuela. 

Oltre ai progetti offshore, il Venezuela sta anche sviluppando il gasdotto SINORGAS (Sistema Nororiental de Gas), lungo 472 kilometri (costo di 2,3 miliardi di dollari), per portare il gas naturale dai giacimenti situati nella parte orientale del paese verso i principali centri urbani.

 

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