Temi e idee guida

02/10/2015

Geopolitica

Si può discutere in eterno se la conquista e il controllo della ricchezza che viene prodotta sia il fine ultimo del potere organizzato − dunque degli stati − o il suo strumento indispensabile. Ma la discussione è oziosa: non c’è possibilità di conquista del potere e tanto meno di mantenimento del potere senza la capacità di produzione e di controllo di vaste risorse economiche. Questo implica il controllo del territorio – o dell’ambiente − in cui le risorse economiche vengono prodotte, scambiate, utilizzate. Il controllo del territorio richiede una popolazione numerosa e forte, intellettualmente e fisicamente capace, pronta a battersi anche con le armi, se necessario. Implica anche il controllo dei sistemi di valutazione, di manutenzione, di trasporto, di scambio delle risorse, che oggi avviene a livello globale e in modo virtuale, a distanza. È un intreccio estremamente complesso, sempre in equilibrio instabile, che negli ultimi anni conosce un’accentuata accelerazione di movimenti che mettono a repentaglio gli equilibri globali.

Noi cerchiamo di seguire e di capire, anche per conto dei nostri lettori, il variare delle più importanti componenti demografiche, economiche, finanziarie, ideologiche, tecnologiche, infrastrutturali − in tutto il mondo.

 

Shoah

Più si studia la Shoah, meno la si capisce. Tuffarsi nel mare di documenti, di atti, di storie di nazisti e di ebrei rende sempre più lontano e alieno alla nostra vita e alla nostra cultura questo ‘scandalo’. Se mettiamo la Shoah sotto la lente di ingrandimento e la guardiamo come un fenomeno isolato, legato a tempi specifici e a eventi e ideologie superate, la percepiamo come una deviazione incomprensibile e inaspettata della nostra civiltà e della nostra storia. Invece la Shoah è il punto di arrivo di un filone fondamentale della cultura e della storia cristiana ed europea, con cui rifiutiamo pervicacemente di fare i conti.

Parliamo di nazisti, di fascisti e di ebrei: tutti attori esterni ed estranei a noi, che rifiutiamo fascismo e nazismo. Quanto agli ebrei, tutti diamo per scontato che sono come tutti noi. Infatti tanta è la naturalezza con cui li includiamo nella società, che fuori delle loro scuole e dei loro centri culturali mettiamo l’esercito! Perché oggi da noi occorre l’esercito per proteggere gli ebrei? I nazisti non ci sono più, neppure i fascisti. Oppure non è vero che la Shoah è un evento chiuso nell’intervallo di tempo fra le due grandi guerre del ‘900? Come mai c’è ancora chi vuole veder scorrere il sangue degli ebrei? Perché a Roma nel 1982 un grande sindacato italiano che si dichiara antifascista agevolò platealmente l’attentato a famiglie che uscivano tranquille dalla sinagoga, e l’uccisione di un bambino di due anni?

Per capire la Shoah dobbiamo parlare di antigiudaismo e antisemitismo cristiano, di sangue e potere, di ghetti e di pogrom attraverso tutta la storia d’Europa. Dobbiamo capire che in tutte le società umane, da quelle arcaiche a quelle moderne, le religioni e il potere politico sono legati allo spargimento rituale di sangue ‘sacrificabile’ per porre fine alle violenze interne e costruire coesione e fratellanza deviando la violenza, in modo controllato, sul sacrificato  – animale o uomo solo, o gruppo marginale di persone. O figlio di Dio. È il meccanismo del ‘capro espiatorio’, che è esistito in tutte le società e vien attivato con sapienza nei periodi di crisi, ma è sempre presente in sottofondo.

Durante la Messa assistiamo alla ripetizione simbolica del sacrificio dell’Agnello divino, ma la maggioranza dei cristiani va a messa tutta la vita senza mai chiedersi perché occorra proprio spargere sangue (anche se in forma simbolica) per la salvezza delle anime. Perché i pur civili Ateniesi uccidevano ritualmente il loro pharmakon umano, dopo averlo onorato e portato in processione – come fu portato in processione Gesù al Golgota, secondo la tradizione? Perché Edipo nel mito deve essere punito e deve piangere sangue lungo le vie per salvare la città, se la città è innocente delle colpe di Edipo, e se Edipo stesso non era consapevole di aver scatenano l’ira degli dei, seguendo la forza del Fato?

La trasformazione delle società moderne non ha superato e abolito il ricorso ‘spontaneo’ ai capri espiatori da sacrificare, ma l’ha incorporato all’interno delle ideologie politiche di massa, che assumono toni millenaristi e sostituiscono le religioni tradizionali nella mente e nel cuore di milioni di ‘brave persone’. Occorre destrutturare e svelare i meccanismi profondi che sottendono alle ideologie di massa che portano a persecuzioni e violenze, occorre smontare le ideologie messianiche che portano alla strage organizzata dei ‘diversi’, considerati forze del male.  

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