17
Novembre
2018
2019, anno cruciale per l’Europa

Il 2019 sarà un anno difficile per l’Unione Europea: a marzo il Regno Unito lascia l’Unione; a maggio si terranno in tutti i paesi membri le elezioni per il Parlamento europeo (si veda a lato il numero di parlamentari per singolo paese), cui farà seguito l’elezione di un nuovo Presidente della Commissione Europea e la nomina di una nuova Commissione, che entrerà in carica a novembre. Il 31 ottobre scade anche il mandato di Mario Draghi alla Banca Centrale Europea e la lotta per la nomina del nuovo presidente, che durerà in carica 8 anni, sarà aspra. Il presidente della BCE è eletto dagli stati a maggioranza qualificata (almeno il 55 % degli stati, che però rappresentino almeno il 65% della popolazione).

15
Novembre
2018
Asia Centrale, corteggiata da tutti

L’importanza dell’Asia Centrale negli equilibri globali è sempre più evidente. In sole due settimane si sono tenuti incontri ad alto livello su argomenti riguardanti l’energia – ma non solo – fra Kazakistan e Uzbekistan e la Germania, la Russia, la Romania, la Cina, gli USA, gli Emirati, l’Arabia Saudita. L’evento più rimarchevole è stata la rivalità fra USA e Russia per esercitare influenza sull’Uzbekistan: il 19 ottobre Putin e il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev hanno brindato ai legami strategici che li uniscono e firmato un accordo di cooperazione economica e un prestito di 350 milioni di dollari da parte russa per lo sviluppo di infrastrutture in Uzbekistan, il 25 ottobre diplomatici americani erano a Tashkent a firmare accordi per ben 2500 milioni di dollari! 

05
Novembre
2018
Grecia e Turchia si affrontano per il gas sotto al Mediterraneo

Lo scorso ottobre il ministro degli esteri Nikos Kotzias ha annunciato che la Grecia intende allargare le sue acque territoriali da 6 a 12 miglia nautiche dalle coste. Poiché le isole greche si estendono fino a poche miglia dalla costa turca, questa dichiarazione ha immediatamente messo in allarme la Turchia, perché le acque territoriali e le zone di esclusivo interesse economico dei due paesi si sovrapporrebbero in alcune zone, mentre in larga parte dell’Egeo occuperebbero vie di navigazione che adesso sono in acque internazionali. La Turchia ha richiamato il proprio ambasciatore ad Atene e ha pubblicamente ricordato una risoluzione del Parlamento turco del 1955 che dichiara che qualunque estensione delle acque territoriali greche oltre le 6 miglia nautiche costituirebbe un casus belli. L’Unione Europea ha deciso di sostenere la decisione della Grecia. 

31
Ottobre
2018
USA e Francia nel Sahel, contro il Jihad

Gli USA stanno terminando di costruire una base per droni vicino ad Agadez, in Niger. I Francesi sono presenti militarmente in Niger e in tutto il Sahel. Dal Niger si possono sorvegliare i paesi vicini, dove operano intensamente molti gruppi jihadisti. Il Mali, ad ovest del Niger, vede la presenza di vari gruppi affiliati ad al Qaeda, il maggiore dei quali è Nusrat al-Islam wal Muslimeen. In Nigeria domina Boko Haram. In Libia, a nord del Niger, sono presenti sia al Qaeda nel Magreb Islamico sia lo Stato Islamico, in configurazioni variabili a seconda dell’andamento della guerra civile in atto. Nel sud dell’Algeria e nel Burkina Faso c’è una pluralità di gruppi affiliati ad al Qaeda. Le principali vie di comunicazione fra il Nord Africa e l’Africa subsahariana passano attraverso il Niger, come ben sappiamo noi ragazzi degli anni ’60, che consideravamo indispensabile alla nostra formazione personale l’esperienza di attraversare il deserto in auto e raggiungere Agadez da Algeri. 

26
Ottobre
2018
Carovane di migranti sotto l’occhio dei media

Il presidente Trump ha minacciato di tagliare ulteriormente gli aiuti che gli USA mandano a Honduras, Guatemala e El Salvador, tre paesi dell’America Centrale in cui la vita è povera e devastata da bande criminali, se questi paesi non fermano le carovane di migranti che partono con l’intento dichiarato di entrare (illegalmente) negli USA. Il presidente Trump ha già tagliato drasticamente gli aiuti rispetto alle amministrazioni precedenti, contribuendo a produrre sconvolgimenti a livello governativo. Una carovana di oltre 7000 persone è attualmente in marcia verso nord, formata in Honduras per iniziativa dell’ex parlamentare di opposizione Bartolo Fuentes. Si sono aggregati cittadini del Guatemala e di El Salvador. 

25
Ottobre
2018
Erdogan e la chiusura delle menti turche

Dopo aver vinto il secondo mandato di Presidente lo scorso giugno, dotato dei poteri esecutivi rafforzati dal referendum del 2017, Erdogan sta procedendo a consolidare la realizzazione della sua "nuova Turchia", molto più chiusa in se stessa, che fin dalla sua prima elezione è il suo obiettivo dichiarato. Le purghe successive al fallito colpo di stato di luglio 2016, che inizialmente hanno preso di mira i militari e la burocrazia, si sono estese a tutti gli altri settori della società, mentre il governo agiva per mettere a tacere gli oppositori. Il licenziamento di migliaia di accademici dalle università ha generato una fuga di cervelli: studiosi di tutte le discipline hanno cercato impiego all’estero. Ma il problema principale è che in Turchia è ormai profondamente radicato nella scuola di base un sistema didattico che ostacola lo sviluppo della competenza critica, anziché svilupparla. 

Il fucile di mio padre di Hiner Saleem
12/02/2018
L’autore è Hiner Saleem (o Salim), regista curdo che ora vive a Parigi e si è affermato in festival internazionali con pellicole come “Lunga vita alla sposa... e alla liberazione del Kurdistan” e “Vodka Lemon”. Nato nel 1964 ad Aqrah, nel Kurdistan iracheno, Saleem è figlio di un peshmerga che era il telegrafista personale del generale Barzani (capo carismatico della lotta curda e padre dell’attuale leader del partito democratico del Kurdistan, Masoud Barzani). Ne “Il fucile di mio padre” narra in prima persona la storia della sua famiglia − simile a quella di migliaia di altre famiglie curde irachene − dagli anni ’70 agli anni ’90, quando fuggì all’estero all’età di 17...
La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre di Michel Kichka
05/08/2017
Storia autobiografica a fumetti che indaga ed esprime le emozioni, i condizionamenti, le paure e la forza dei figli della Shoah, i figli dei sopravvissuti. A cavallo fra vita e morte, fra Europa e Israele, fra ossessione e speranza, fra la sfida della memoria e la sfida di un futuro normale, fra fede e scetticismo, la seconda generazione ha caratteristiche psicologiche ormai largamente indagate dalla psicologia, che si osservano particolarmente in Israele, terra di figli e nipoti della Shoah. Il carattere nazionale israeliano è ancora oggi largamente segnato dalla mentalità e dalle emozioni della ‘seconda generazione’. Kichka le racconta in modo chiaro, con poche parole asciutte e con un disegno ricco di sfumature e di dettagli che commuovono – e anche qu...