24
Giugno
2016
Brexit: qualche conseguenza

L’esito del referendum non provoca automaticamente l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. È necessaria una decisione del Parlamento inglese, che dovrà anche rivedere le leggi emanate negli scorsi decenni in ottemperanze alle direttive europee e decidere se mantenerle o modificarle. Ci sarà un periodo di negoziati, che durerà un paio di anni. L’Inghilterra non vorrà uscire dal mercato comune, ma le condizioni andranno riviste. Il 45% dell’export e il 53% dell’import inglese avvengono con altri paesi europei. 

23
Giugno
2016
La ricchezza dei Talebani

In Afghanistan non cessano gli attentati dei Talebani. Non passa settimana senza l’esplosione di qualche autobomba a Kabul o contro qualche guarnigione dell’esercito. Fra il 1996 e il 2001 i Talebani avevano costituito l’Emirato Islamico dell’Afghanistan, che controllava quasi tutto il paese e aveva il sostegno di Pakistan, Arabia Saudita e Emirati Arabi. Ospitava anche la dirigenza di alQaeda. Dopo l’attentato alle Torri Gemelle del 2001, gli Stati Uniti distrussero l’Emirato Islamico e diedero al paese un nuovo governo, che ancora non riesce ad avere il riconoscimento di tutti i gruppi tribali o etnici.

23
Giugno
2016
Tutto calmo in Iran? Niente affatto!

Anche se i mezzi di comunicazione quasi non ne parlano, in queste settimane in Iran si sono verificati diversi attentati. Le Guardie della Rivoluzione Islamica si sono scontrate a Oshnavieh, nel nordovest del paese, con i Curdi iraniani e nella regione di Sardasht con i ribelli appartenenti al Partito per una Vita Libera in Kurdistan, gruppo di Curdi iraniani legato al PKK turco. Hanno poi dovuto fronteggiare il gruppo sunnita Jaish al-Adl nella provincia sudorientale del Sistan e Baluchistan, mentre nel Khuzestan, regione ricca di petrolio a sud ovest del paese, un gruppo separatista chiamato Movimento arabo di lotta per la liberazione di Ahvaz ha cercato di bloccare il flusso di petrolio da Ahvaz a Teheran attaccando un oleodotto.

22
Giugno
2016
Un libraio sfida il governo cinese

Il 18 giugno a Hong Kong il libraio Lam Wing-kee, di 61 anni, ha guidato una marcia di protesta di circa 5000 giovani. Lo scorso anno era stato sequestrato, così come altri librai di Hong Kong, nel suo noto negozio a Causeway Bay, che pubblica e vende libri proibiti in Cina, soprattutto a clienti che vengono dalla Cina. Hong Kong ha uno statuto speciale e gode di maggiore libertà del resto della Cina, per accordi stipulati col governo cinese per la restituzione di Hong Kong alla Cina da parte degli Inglesi, nel 1984. Gli altri librai sono ritornati e hanno tenuto la bocca cucita, dicendo di essere andati in Cina per questioni personali e negando di essere stati rapiti.

21
Giugno
2016
I Russi bombardano gli aerei e gli alleati degli USA in Siria

Sino a metà giugno gli interventi russi in Siria sono stati condotti in modo da non arrecare danni agli istruttori americani e alle forze siriane, né agli aerei americani. Gli Americani hanno fatto altrettanto rispetto alle forze russe e hanno concentrato le loro energie in Siria e in Iraq soltanto contro l’ISIS. Ma il 16 giugno aerei russi hanno attaccato ripetutamente distaccamenti del Free Syrian Army e aerei americani fermi sulla pista ad al-Tanf, al sud della Siria, al confine con la Giordania, dove operano istruttori americani, inglesi e giordani in appoggio alle operazioni del Free Syrian Army contro l’ISIS in direzione di Deir el-Zour. Nel frattempo le forze di Assad, sostenute dai Russi, stanno conquistando terreno ad Aleppo e stanno attaccando l’ISIS attorno a Raqqa, nel nord della Siria.

17
Giugno
2016
Paesi del Golfo, rimesse dei migranti e PIL dei Paesi Asiatici

I paesi del Golfo (Arabia saudita, Kuwait, Qatar, Bahrain, Oman ed Emirati Arabi Uniti) stanno ripensando la loro politica economica. La dipendenza eccessiva dal petrolio li espone troppo al rischio del calo dei prezzi dell’energia sul mercato globale, perciò questi paesi vogliono diversificare le loro economie, investendo in altri settori e promuovendo altre attività. Questo probabilmente li porterà ad avere bisogno di più manodopera per costruire infrastrutture per il turismo e per i trasporti, poi per gestire le attività aggiuntive. È una buona notizia per alcuni paesi asiatici che esportano manodopera.