21
Maggio
2016
L’elettricità pacificherà l’Afghanistan?

Il 12 maggio i primi ministri di Afghanistan e Pakistan − che si accusano pubblicamente a vicenda di essere la causa dell’instabilità politica e del terrorismo in Afghanistan − hanno partecipato alla cerimonia di apertura dei lavori per l’elettrodotto CASA-1000 a Dushanbe, in Tajikistan. Il CASA-1000 è un elettrodotto lungo 1222 chilometri, che porterà energia idroelettrica prodotta in Tajikistan e in Kirghizistan fino in Pakistan, attraverso l’Afghanistan (mappa a lato). Pakistan e Afghanistan hanno entrambi una grave carenza di elettricità. Se non si procura più elettricità nessuno dei due paesi può migliorare le condizioni quotidiane di vita della popolazione, né sviluppare l’economia. 

20
Maggio
2016
Kurdistan: cambiano gli equilibri politici, in favore dell’Iran

Il PUK (Kurdish Patriotic Union of Kurdistan) e il Gorran, partito nato nel 2009 da una scissione interna e guidato da Nawshirwan Mustafa, hanno siglato a maggio 2016 un patto di collaborazione per presentarsi uniti alle prossime elezioni. Questo significa che il partito attualmente al potere, il KDP (Kurdistan Democratic Party), guidato da Barzani, non potrà formare di nuovo un governo di coalizione con il PUK, perché PUK e Gorran insieme avranno più voti e più seggi in parlamento del KDP stesso. Questo produrrà cambiamenti politici non soltanto all’interno del Kurdistan, ma anche nel parlamento di Bagdad, di cui il Kurdistan è ancora parte.

19
Maggio
2016
L’antica paura dell’invasione cinese ferma la riforma in Kazakistan

Nel 2014 in Kazakistan è stato introdotto il diritto di proprietà privata della terra, ma soltanto per i cittadini; gli stranieri possono averla in affitto per un periodo massimo di 25 anni. Ora il governo intendeva metter all’asta circa 1,7 milioni di ettari di terreni agricoli per rimpolpare le entrate dello stato, danneggiate dai bassi prezzi del petrolio. Ma è stato costretto a sospendere la vendita, perché l’opinione pubblica era straordinariamente allarmata e infuriata da pettegolezzi sviluppati sui social media, secondo i quali la terra sarebbe stata venduta a investitori cinesi.

18
Maggio
2016
Cina e Israele in piena cooperazione

La Cina e Israele stanno discutendo la firma di un accordo di libero scambio (FTA, Free Trade Agreement), cioè l’abolizione dei dazi e delle limitazioni alle esportazioni-importazioni fra i due paesi. La Cina è il paese con il maggior numero di abitanti al mondo (poco meno di 1400 milioni), Israele uno dei più piccoli (poco più di 8 milioni, il 6 per mille di quella cinese!). Almeno venti città cinesi hanno ciascuna un numero di abitanti ben superiore a quello degli abitanti di tutto Israele. Cina e Israele sono locate alle due estremità dell’antica Via della Seta, cioè alle due estremità del continente asiatico. Oggi il commercio fra Cina e Israele è fiorente: nel 2015 ha sviluppato 50 miliardi di dollari, l’accordo di libero scambio lo incrementerebbe del 30% in tempi brevi.

17
Maggio
2016
Polonia: i limiti del governo nazionalista

Da quando è entrata a far parte dell’Unione Europea – nel 2004 − la Polonia ha introdotto una serie di riforme favorevoli al libero mercato, ha conosciuto tassi di crescita economica notevoli ed è stata l’unico paese dell’UE a non entrare in recessione durante la crisi. Ma i recenti sviluppi politici interni al paese stanno preoccupando governi e investitori occidentali, dopo che le elezioni di fine 2015 hanno portato al potere il partito nazionalista Diritto e Giustizia. In pochi mesi il nuovo governo si è scontrato con i funzionari europei su questioni di diritto, ha aumentato i costi per sovvenzioni sociali, aumentato le tasse a banche, assicurazioni e grandi commercianti − cioè ai settori dove c’è una grande quantità di investimenti stranieri −, ha reso difficile il possedimento legale di terreni da parte di non Polacchi. 

16
Maggio
2016
I referendum e il destino dell’UE

In questo periodo i paesi dell’Unione Europea mostrano una certa frenesia referendaria su questioni che riguardano l’Unione nel suo complesso. A inizio maggio l’Ungheria ha deciso di indire un referendum sul piano di distribuzione dei richiedenti asilo tra gli stati membri. Ad aprile i cittadini olandesi hanno bocciato l’accordo di associazione tra l’Unione Europea e l’Ucraina in un referendum organizzato da un movimento euroscettico. A giugno si terrà la consultazione più importante dal punto di vista politico, quella sulla cosiddetta “Brexit”, che potrebbe sancire l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Questi referendum hanno un denominatore comune: viene chiesto ai cittadini europei di decidere le sorti del processo di integrazione europea.