13
Novembre
2022
Libano: così muore un paese

Il 3 novembre 2022 Hilal Khashan scrive su GPF che il Libano sta morendo. Ma come muore un paese? In ottobre il presidente Michel Aoun ha lasciato l'incarico, dopo la scadenza del suo mandato, e non ha un successore. I vuoti di potere non sono rari in Libano. L'elezione di Aoun nel 2016 aveva posto fine a un vuoto di 29 mesi alla presidenza. Da quando ha ottenuto l'indipendenza nel 1943, per ben sei volte il Libano non è riuscito a trovare l'accordo sul presidente. L'impossibilità di selezionare un leader porta a mantenere provvisoriamente il governo scaduto, che però non può approvare una nuova legislazione.

12
Novembre
2022
Gas e petrolio in Libia: più cooperazione o più competizione?

ll primo novembre 2022 Farhat Bengdara, presidente della Libyan National Oil Corporation (NOC), ha dichiarato alla CNBC Asia che NOC sta studiando la fattibilità di un gasdotto sottomarino verso la Grecia, parallelo a quello verso l'Italia. Ha anche affermato che NOC sta valutando di costruire un gasdotto per la città egiziana di Damietta, che ospita uno dei due terminali di esportazione di GNL dell'Egitto. I gasdotti fra la Libia e la Grecia o l’Egitto aumenterebbero l'accesso dei fornitori regionali al mercato europeo, ma è improbabile che possano venir costruiti senza un'ampia riconciliazione politica tra le fazioni interne libiche, che non appare vicina. 

10
Novembre
2022
Preparativi diplomatici per il G20

Il 15 novembre il presidente cinese Xi Jinping e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden parteciperanno entrambi al vertice del G-20 in Indonesia. Al vertice è stato invitato anche il presidente russo Vladimir Putin. Non ha confermato la sua partecipazione. Il rifiuto di incontrarsi dipinge un leader come inflessibile e responsabile della tensione. La volontà d’incontro crea l'aspettativa di qualche progresso. Ma ora la diplomazia americana ha fatto sapientemente trapelare un fuga di notizie: pare che gli Stati Uniti abbiano chiesto all'Ucraina di rendersi disponibile a negoziare con la Russia. Sembra un tentativo di indurre Putin a partecipare al G-20. 

09
Novembre
2022
La tattica di guerra russa in Ucraina è la stessa usata in Siria

L'8 ottobre 2022 la Russia ha nominato un nuovo comandante militare in Ucraina, il generale Sergei Surovikin, la cui più recente esperienza militare è stata nella guerra civile siriana. Il generale Surovikin succede nel comando della guerra a un altro veterano della campagna siriana. In Ucraina la Russia applica la stessa tattica che ha utilizzato in Siria, basata su attacchi ai civili e alle infrastrutture d’uso civile per sfollare la popolazione, terrorizzarla. È la tattica del ‘far terra bruciata’. In ottobre la Russia ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture civili ucraine quali le centrali elettriche  e tornando a bombardare la folla per le strade di Kiev. L’immagine in testata è una foto di Mariupol così com’è stata ridotta a ottobre 2022. 

03
Novembre
2022
Putin ridefinisce i termini della guerra

Nel 2014, dopo la rivolta di Maidan in Ucraina, i Russi si convinsero che si fosse trattato di un colpo di stato americano. Gli Stati Uniti non nascosero il loro sostegno entusiasta, ma la rivolta non fu un colpo di stato, fu il frutto dell’insoddisfazione della popolazione nei confronti di un governo gravemente corrotto e inefficiente. Fu il 2014 il vero momento d’avvio della guerra in corso, perché allora Mosca si convinse che l'Ucraina fosse sotto controllo americano e costituisse un pericolo per la Russia. Mosca ha lanciato l’invasione nel 2022, dopo anni di preparazione, sia per imporre la propria volontà all'Ucraina sia per far capire a tutti i paesi vicini che la Russia è di nuovo una grande potenza, mentre gli Americani sono diventati deboli. Mosca però corre il rischio di dimostrare il contrario, se non riesce a modificare l’andamento della  guerra. 

03
Novembre
2022
Come ha reagito alle sanzioni l’economia russa?

Le prime sanzioni applicate alla Russia sono in vigore dal 2014, ma non hanno influito sulla vita quotidiana dei cittadini comuni. L'unica eccezione erano i prodotti agricoli, che furono sostituiti abbastanza facilmente dalla produzione interna e dalle importazioni dai paesi dell'Unione economica eurasiatica. Nel frattempo, le società internazionali hanno continuato a operare e persino ad aprire nuove filiali. Ma le nuove sanzioni imposte dopo l'invasione dell’Ucraina hanno ridotto drasticamente ciò che la Russia può importare. Le esportazioni sono state relativamente meno colpite. In termini di valore, rimangono su livelli elevati grazie all'aumento dei prezzi delle materie prime e delle risorse energetiche e all’incremento di vendite sui mercati asiatici. Secondo le stime preliminari della banca centrale russa, le importazioni diminuiranno del 32,6-36,5 per cento entro la fine dell'anno.