09
Dicembre
2016
Libia: nuovo attacco ai terminali petroliferi

L’Isis è stato quasi completamente sconfitto e allontanato dal golfo di Sirte, dove aveva messo radici fin dall’inizio del 2016, ma i combattimenti continuano. Il 7 dicembre 2016 un gruppo di varie milizie indipendenti ha attaccato l’esercito di Khalifa Haftar, nonostante sia stato raggiunto un accordo provvisorio fra le principali fazioni per lasciare ad Haftar il controllo dei terminali petroliferi del bacino di Sirte.  

06
Dicembre
2016
Il declino dell’Arabia Saudita

Il surplus di produzione di energia nel mondo e il conseguente calo dei prezzi costituiscono un grave pericolo per tutti i paesi la cui economia dipende in grande proporzione dall’esportazione di petrolio, primo fra tutti l’Arabia Saudita, che sta cercando di diversificare e ammodernare l’economia, ma per ora è ancora totalmente dipendente dal petrolio. Negli ultimi due anni le riserve monetarie accumulate si sono ridotte da 737 miliardi a 534 miliardi di dollari. Questo significa che per mantenere l’attuale livello di spesa per la difesa, l’educazione, la sanità e le infrastrutture lo stato saudita sta perdendo ogni anno 100 miliardi di dollari. Ci sono poche speranze che la situazione cambi prossimamente, perciò da un lato il governo – che coincide con la famiglia dei Saud − sta introducendo un sistema di tassazione della popolazione (che non ha mai pagato tasse prima d’ora), dall’altra acquista pacchetti di azioni di aziende all’estero, sperando di ricavarne profitti da poter utilizzare in patria.

05
Dicembre
2016
Italia, non è tempo di distrazioni

Chiunque governerà nel 2017 dovrà affrontare due pericolosissimi nodi che, se irrisolti, possono portarci alla rovina economica e politica per decenni. Se riusciremo ad affrontarli e risolverli, potremo invece risalire la china entro il 2020. I due nodi sono: le riforme della politica e della burocrazia pubblica e le negoziazioni con l’Europa per cambiare la politica dell’Eurozona. Le riforme del sistema politico e della burocrazia sono necessarie per poter avere un governo abbastanza forte e stabile da perseguire con certezza politiche di risanamento per un certo numero di anni. Il percorso non può che iniziare con la riforma della Costituzione e della legge elettorale, per dare ai governi futuri il potere di effettuare le successive riforme necessarie per risanare l’economia e diminuire gli sprechi nella spesa pubblica, anziché dover negoziare ogni giorno con partiti e partitini ed enti locali su ogni singolo dettaglio. 

01
Dicembre
2016
Banche russe in affanno?

Un articolo apparso il 22 novembre su Moskovskij Komsomolets, giornale che vende 700000 copie nella regione di Mosca, sostiene che il sistema bancario russo è allo stremo e molte banche stanno fallendo. La Russia ha un sistema di assicurazione dei depositi in caso di fallimento della banca, chiamato DIA. Secondo dati forniti dal DIA, fra il 2004 e il 2009 l’ente aveva ricevuto 72400 domande di pagamento da parte di risparmiatori che non potevano ritirare i loro soldi dalle banche in cui li avevano depositati, mentre dal 2010 a fine ottobre 2016 ne ha ricevute ben 2,7 milioni! La BBC ha indagato sul campo e alcuni risparmiatori intervistati hanno detto che il DIA non paga più, perché non accetta i documenti che i risparmiatori hanno in mano, ma vuole vedere i registri della banca, registri che spariscono quando una banca fallisce. La situazione sembrerebbe grave, ma non si capisce quanto lo sia davvero e quanto venga gonfiata per motivi politici. 

29
Novembre
2016
Perché Italia e Russia debbono essere amiche

Tutti noi fatichiamo a capire gli equilibri del mondo in cui viviamo oggi, perché fatichiamo a percepire la portata dei cambiamenti avvenuti negli ultimi quindici anni. La Russia non è più una potenza globale, ma soltanto una potenza regionale con interessi sia economici (la necessità di controllare la gestione delle risorse energetiche del continente Euroasiatico) sia di sicurezza che riguardano fondamentalmente l’Europa Orientale, l’Asia Centrale e il Medio Oriente, dunque anche il Mediterraneo, che dà accesso al Medio Oriente e all’Asia Centrale. Nonostante l’enorme estensione territoriale (è il paese più grande al mondo) e le grandi ricchezze minerarie, la scarsità di popolazione e la mancanza di confini facilmente difendibili rendono la Russia vulnerabile e relativamente povera di risorse da utilizzare per il benessere della popolazione, dopo aver provveduto alle necessità di difesa.

26
Novembre
2016
Angela Merkel, nuovo Hindenburg?

George Friedman sostiene che la stampa internazionale oggi presenta il ruolo della Merkel come simile a quello che ebbe Paul von Hindenburg in Germania fra le due guerre mondiali, ma è errato. Hindenburg cercò di salvare in Germania il liberalismo in un periodo di crescente social-nazionalismo (nazismo), sorto dallo sfacelo del primo dopoguerra, ma in ottemperanza al volere del popolo consegnò la Germania a Hitler. Oggi però la Merkel e la Germania non si trovano nella situazione del primo dopoguerra, con il paese vinto, umiliato, occupato e in piena rovina economica. Oggi la Germania è il paese più ricco e potente d’Europa e il compito della Merkel è salvare e consolidare questa posizione, contenendo il nazionalismo tedesco che da 150 anni è alternativamente il motore sia della potenza sia delle guerre e delle sconfitte della Germania.