14
Maggio
2019
L’età di splinternet

Nei primi tre decenni di sviluppo, internet fu totalmente aperto, con pochi regolamenti e pochi limiti − tranne qualche raro caso come la Cina. Oggi questa libertà è un lontano ricordo: ogni giorno governi e aziende innalzano nuovi muri digitali su internet. È un fenomeno con molti nomi − splinternet, balcanizzazione di internet, frammentazione di internet – e procede a ritmi sempre più rapidi. Internet si sviluppò rapidamente quando gli Stati Uniti erano indiscutibilmente la superpotenza mondiale. Terminata la Guerra fredda, internet fu il marchio riconoscibile dell’estensione del soft power americano.

10
Maggio
2019
Libia: Tripoli chiede chiarezza alla Francia attraverso la TOTAL

Il 9 maggio 2019 il Governo di Accordo Nazionale (GNA) con sede a Tripoli ha sospeso le operazioni di 40 società petrolifere straniere i cui contratti risultano scaduti. Nell’elenco spicca la Total francese, l’unica fra quelle elencate ad avere ancora attività importanti in Libia. Si tratta di un chiaro messaggio alla Francia, che formalmente riconosce la legittimità del GNA, riconosciuta anche dall’Unione Europea e dall’ONU, ma in pratica sostiene l’esercito del generale Haftar. 

09
Maggio
2019
Libia: quali possibilità per l’Italia?

Un editoriale di Maurizio Molinari sulla Stampa di domenica 5 maggio sottolineava l’urgenza per l’Italia di fare scelte chiare in Libia, perché non soltanto corriamo il rischio di perdere il peso culturale, politico ed economico che abbiamo raggiunto con decenni di collaborazione prima con Gheddafi, poi direttamente con le tribù, ma potremmo anche ritrovarci con un regime ostile a poche centinaia di chilometri dalle nostre coste. La scelta fra le fazioni libiche e i loro sostenitori esterni non è di natura morale: non è una guerra fra buoni e cattivi, non è un contrasto fra ideali e politiche diverse, è una lotta per il potere locale, in cui noi cerchiamo di non prendere apertamente posizione − anche se i nostri migliori ‘amici’ sono, come sempre, le tribù e le milizie di Misurata, sostenitrici del governo di Tripoli − mentre alcuni nostri partner europei e gli stati della regione prendono posizioni molto chiare a favore della fazione opposta, sottraendoci prestigio, influenza, potere economico in tutta la Libia. 

05
Maggio
2019
Cina e India in competizione per l’egemonia regionale

I grandi progetti cinesi per lo sviluppo delle ‘nuove vie della seta’ alimentano le paure di accerchiamento dell’India. L’iniziativa Belt and Road, pietra angolare della politica estera cinese per tracciare rotte commerciali in tutta l’Asia e in Europa, comprende cinque paesi che confinano con l’India o con le sue acque: Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Maldive e Nepal. La Belt and Road aggiunge così molto spessore alla tradizionale rivalità sino-indiana e sfida lo status dell’India come potenza regionale. Per le nazioni alla periferia dell’India il programma di costruzione di grandi infrastrutture progettate e finanziate dalla Cina (con prestiti agevolati, che saranno lentamente restituiti dai paesi in cui le infrastrutture sorgeranno) si inserisce nel loro duplice obiettivo di attrarre finanziamenti per lo sviluppo e controbilanciare la storica egemonia indiana. 

21
Aprile
2019
Spazio e detriti: una questione da affrontare

Lo spazio attorno alla terra sta diventando pericoloso: i detriti spaziali sono ormai così tanti da mettere a rischio i satelliti dal cui buon funzionamento in orbita dipendiamo e sempre più dipenderemo: basti pensare ai sistemi di geolocalizzazione. E la gara allo spazio è appena gli inizi: fra qualche decennio le orbite spaziali saranno più affollate di un’autostrada nell’ora di punta, e molto più pericolose, perché i detriti vagano per lungo tempo e in modo imprevedibile dopo un lancio fallito o dopo l’abbandono di un satellite obsoleto. 

21
Aprile
2019
Apple, Qualcomm e l’antitrust

Qualcomm e Apple hanno posto fine alla loro lunga contesa legale, che ha coinvolto per anni decine di aziende in varie parti del mondo. L’accordo raggiunto include un contratto di fornitura di chip e di modem 5G della Qualcomm alla Apple per un periodo di sei anni, che permetterà alla Apple di sviluppare la telefonia in 5G. La Apple non aveva molte alternative, dato che oggi soltanto quattro aziende al mondo sanno produrre modem 5G: la Huawei in Cina, la Samsung in Corea e Intel e Qualcomm negli USA. Ma Intel è in ritardo rispetto ai concorrenti, i suoi modem 5G per cellulari non sono ancora in produzione e dopo l’accordo fra la Qualcomm e la Apple ha annunciato che non intende affatto produrli.