Un nuovo capitolo del conflitto israelo-palestinese

19/03/2024

L'attacco di Hamas a Israele lo scorso sette ottobre ha sfidato la logica. La travolgente risposta di Israele a un assalto così feroce era del tutto prevedibile. Né Hamas poteva contare sul sostegno dei paesi arabi, dato che la maggior parte di loro sarebbe felice di vedere la distruzione del gruppo. Uno dei pochi alleati disposti a venire militarmente in aiuto di Hamas era Hezbollah, la cui risposta ha infatti costretto i civili israeliani a lasciare l'area di confine. Ma sia Hamas che Hezbollah si rendono conto che la resa dei conti sta arrivando, e non sarà a loro favore.

La sconfitta degli eserciti arabi nella guerra arabo-israeliana del 1967 creò un risveglio islamico che portò all’accanita resistenza dei Fratelli Musulmani contro Israele. L’intento dichiarato dei Fratelli Mussulmani è distruggere Israele e instaurare uno stato palestinese dal fiume Giordano al Mediterraneo.

Ex membri della Fratellanza Musulmana fondarono il movimento della Jihad islamica palestinese a Gaza nel 1981. La branca di Gaza dei Fratelli Musulmani si è poi rinominata Movimento di Resistenza Islamica, cioè Hamas. Hamas ha dapprima effettuato attacchi indiscriminati con coltelli in Cisgiordania, poi ha avviato una vera e propria attività militare in seguito all’atto di terrorismo perpetrato da un estremista religioso ebreo nel 1994 alla Grotta dei Patriarchi di Hebron. Hamas ha quindi lanciato un'ondata di attentati suicidi contro obiettivi civili israeliani durante la seconda intifada. Ha continuato a credere che la sconfitta totale di Israele fosse soltanto una questione di tempo.

Da anni Israele ha proposto ad Hamas una tregua di lungo termine e la fine del blocco di Gaza. Ha offerto anche significativi incentivi economici. Hamas ha respinto la proposta.

Dopo l'attacco del sette ottobre, un membro anziano dell'ufficio politico di Hamas ha espresso stupore e delusione per lo scarso sostegno, soprattutto da parte di Hezbollah, dicendo che si aspettava molto di più. L'Iran ha ordinato il coinvolgimento di Hezbollah nella campagna ed ha chiesto ai ribelli Houthi dello Yemen di prendere di mira le navi internazionali nel Mar Rosso, ma i paesi arabi si sono limitati a parole di sostegno, senza accorrere in nessun modo in aiuto.

Per i Palestinesi la guerra di Gaza si tradurrà in una catastrofe umanitaria. Hamas e i suoi leader sono consapevoli della rabbia ormai evidente tra gli abitanti di Gaza, che incolpano Hamas delle loro sofferenze. Hamas oggi è a un bivio. La sua ala militare forse ammetterà apertamente di aver commesso un errore fatale. Ma il suo destino è segnato: il gruppo sarà eliminato e soltanto un’ala ancor più radicale e rivoluzionaria si staccherà e sopravvivrà.

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