La Turchia è oggi l'undicesimo maggiore fornitore di armi al mondo, avendo raddoppiato in soli 5 anni la sua quota di mercato, che oggi sfiora il 2% del mercato mondiale. È un dato modesto rispetto a quello degli Stati Uniti (42%), ma la velocità di crescita ci dice che la Turchia sta diventando uno dei più competitivi fornitori di secondo livello.
Il riarmo globale e i lunghi tempi di consegna negli Stati Uniti e in Europa hanno creato una domanda di fornitori alternativi in grado di offrire sistemi a costi inferiori, design adattabili e una produzione relativamente rapida. Le capacità della Turchia si sono estese ben oltre i droni: includono missili, veicoli blindati, piattaforme navali ed elettronica per la difesa.
La forte crescita dell’industria bellica turca è stata causata dalla crescita della spesa e degli investimenti della stessa Turchia. Ora si aggiungono le richieste dall’estero.
Molte armi vengono ancora prodotte non per l’esportazione a terzi, ma per la difesa turca e per le sue milizie all’estero.
L'aumento degli ordini da paesi terzi ora richiede un’ulteriore rapida crescita. La Turchia dovrà espandere grandemente l'intero ecosistema industriale della difesa:
Lo sviluppo di questo tipo di specializzazione industriale richiederà anni, soprattutto per i sistemi avanzati che dipendono ancora in parte da tecnologie e fornitori esteri.
La crescita dell’industria bellica turca preoccupa molto Israele, perché il presidente turco Recep Tayyip Erdogan continua a negare pubblicamente il diritto di Israele ad esistere. Fonti interne ad Hamas hanno inoltre rivelato ad alcuni giornalisti che Hamas ha raggiunto un accordo per spostare il proprio ufficio politico dal Qatar alla in Turchia.
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