Ottobre 2026: Il presidente statunitense Donald Trump ha preso a criticare il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, arrivando a chiederne le dimissioni. Poi ha annunciato il raggiungimento di un'intesa con la Russia, in base alla quale gli Stati Uniti avrebbero rinunciato ad applicare le sanzioni previste dal pacchetto di Lindsey Graham – mirate ai principali acquirenti di petrolio e gas russi – in cambio della fornitura di gasolio dalla Russia agli Stati Uniti. Mosca ha dapprima smentito l'esistenza di un tale accordo, ma Trump ha continuato ad agire come se fosse stato già concluso.
Prima dell'annuncio di Trump Vladimir Putin aveva chiesto di poter dislocare truppe sul lato ucraino del confine, lasciando intendere che si sarebbe trattato di uno schieramento limitato. Più o meno nello stesso periodo Kiev ha reso noto che l'intelligence satellitare fornita da Washington per sostenere lo sforzo bellico contro la Russia era stata interrotta. Si tratta di informazioni fondamentali per la difesa dell'Ucraina dall'aggressione russa.
L’Iran è entrato nel conflitto contro Stati Uniti e Israele già gravato da una grave crisi economica. Il presidente Masoud Pezeshkian aveva già avvertito nel luglio 2025 che le infrastrutture del paese erano al collasso. I danni odierni sono visibili su tre fronti: la valuta iraniana (il rial), il mercato del lavoro e la base industriale. Il crollo del rial a 1,45 milioni per dollaro a gennaio ha scatenato disordini di massa. Da allora la valuta si è ulteriormente deprezzata, attestandosi ora intorno a 1,87 milioni per dollaro. La banca centrale iraniana ha emesso un avviso pubblico, mettendo in guardia i cittadini dall'acquistare valuta estera.
Ora che gli Stati Uniti scaricano le loro precedenti responsabilità sugli alleati regionali, Il Medio Oriente è in una fase di aggiustamento strategico. Le quattro potenze della regione – Turchia, Israele, Arabia Saudita e Iran – stanno ricalibrando i loro assetti di sicurezza, generando nuovi allineamenti e linee di frattura, perché ogni paese cerca di anticipare, evitare o sfruttare le reazioni degli altri tre.
Il 31 dicembre 2025 il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che Ankara non tollererà minacce ai suoi interessi nel Mediterraneo orientale, sottolineando l'importanza strategica della sua dottrina della "Patria Blu", cioè la Patria che estende sulle acque, come ai tempi del Califfato.
In materia di energia Washington e Pechino seguono percorsi divergenti che avranno importanti implicazioni per la leadership globale e il potere geoeconomico nel XXI secolo.
Gli Stati Uniti hanno messo in discussione la sostenibilità dell’energia verde e raddoppiato l'uso dei combustibili fossili. La Cina si è invece data l'obiettivo di eliminare la propria dipendenza da petrolio e gas naturale d’importazione e diventare il leader globale nella produzione di energia verde. L’Africa – che ospita il 60% delle migliori risorse solari al mondo e ha un cronico deficit di energia – è il banco di prova dele ambizioni di Pechino.