La decadenza
del Sudan

06/12/2013

Il tracollo economico del Sudan continua. Khartoum sta tentando di diminuire il deficit del bilancio e di consolidare il tasso di cambio tra sterlina sudanese e dollaro americano. Da quando il Sudan del Sud è diventato indipendente, nel 2009, il Sudan ha anche difficoltà a procurarsi la valuta estera necessaria per importare cibo per la popolazione. I prezzi dei prodotti alimentari e del carburante sono aumentati molto, provocando malcontento. A settembre ci sono state manifestazioni − contro i tagli ai sussidi per i carburanti e perché il pane scarseggia − durante le quali la polizia ha ucciso 200 persone. La pressione sociale, politica ed economica sta salendo.

Le difficoltà del Sudan derivano principalmente dal conflitto con il Sudan del Sud, che ha quasi bloccato la produzione e l'esportazione del greggio. Dal 2005 al 2011 i due paesi hanno condiviso gli introiti provenienti dall'industria petrolifera. Il sud controlla il 70% della produzione, ma al momento dell’indipendenza non esistevano regole né contratti per il trasporto del greggio, che viene mandato al nord per l’esportazione. Perciò il governo di Juba (Sud Sudan) ha interrotto la produzione tra il gennaio 2012 e il marzo 2013, quando le parti hanno concordato tasse di transito. Il crollo degli introiti del settore petrolifero ha costretto il Sudan a intaccare le riserve in dollari per alimentare la popolazione.

Khartoum spende circa 800 milioni di dollari al mese per le importazioni. Importa l’80% del grano che consuma. La recente penuria di prodotti alimentari è stata provocata dalla scarsità dei dollari messi a disposizione dalla Banca Centrale Sudanese. Le misure di austerità hanno ridotto i sussidi ai prezzi del cibo e dell’energia. Ulteriori tagli sono previsti per il 2014, ma secondo Khartoum aumenterà soltanto il prezzo della benzina e non quello dei prodotti alimentari. In ogni caso, l'aumento del costo della vita metterà il governo di al-Bashir ancor più sotto pressione.

Il Sudan è un paese desertico con poche risorse naturali, a eccezione di oro, petrolio e gomma arabica. Siccome il terreno non è adatto all'agricoltura, il Sudan deve esportare beni per avere la valuta necessaria per importare cibo. Khartoum spera di poter dimezzare la quantità di grano da importare, puntando sull'irrigazione per potenziare la produzione nazionale. Ma la costruzione della Diga Renaissance, in Etiopia, ridurrà la disponibilità d'acqua del Nilo che tocca al Sudan. A novembre Khartoum ha messo all’asta cinque giacimenti di petrolio non ancora sfruttati, per aumentare la produzione nazionale.

Per ora il Sudan sopravvive grazie a prestiti internazionali, come quello di un miliardo di dollari concesso dal Qatar lo scorso ottobre.

 

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