Il difficile ruolo del Pakistan in Asia occidentale

29/09/2026

(Da un’analisi di Kamran Bokhari del 29 settembre 2026)

Sono in corso i lavori per trasformare l'Accordo della Mecca in un'alleanza militare effettiva. In tale ambito si sono incontrati a Riyadh il 26 settembre il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, e le sue controparti saudite e turche, per approfondire la condivisione di informazioni di intelligence, il coordinamento militare e l'integrazione delle capacità.

Il Pakistan però sta combattendo cronici problemi di sicurezza interna, sia politici che economici. Questo è il dilemma strategico centrale di Islamabad: il Pakistan può diventare un garante della sicurezza al di là della sua area geografica di riferimento, pur rimanendo concentrato sulle sfide interne in materia di sicurezza e stabilità?

Le difficoltà del Pakistan sono molteplici. Le tensioni lungo il confine orientale con l'India sono elevate in seguito alla guerra di 87 ore del maggio 2025, ma i rischi più seri per Islamabad si concentrano a ovest del fiume Indo. L'Indo attraversa il Pakistan da nord a sud e il suo bacino ospita la maggior parte della popolazione.

Due distinte insurrezioni minacciano la parte occidentale del Pakistan: i ribelli talebani nel nord-ovest e i separatisti baluchi nel sud-ovest. I Baluchi vivono a cavallo fra Pakistan e Iran e sono irrequieti su entrambi i lati del confine, perché vogliono un proprio stato autonomo. Se il conflitto tra Stati Uniti e Iran dovesse compromettere le operazioni di sicurezza di Teheran contro l'insurrezione baluchi in Iran, diventerebbe molto più difficile per il Pakistan reprimere l’insurrezione sul proprio lato del confine.

Sul piano politico il governo del Pakistan è un peculiare sistema ibrido civile-militare, ed è contestato all’interno dall’ex primo ministro Imran Khan e dal suo partito, il Pakistan Tehreek-e-Insaf, che ha ottenuto la maggioranza relativa dei seggi dell'Assemblea Nazionale alle elezioni del 2024 e governa la provincia di Khyber Pakhtunkhwa. Questa provincia nord-occidentale è un importante focolaio di attività dei talebani pakistani, che da sempre rifiutano di sottostare al governo di Islamabad.

L'assistenza del Fondo Monetario Internazionale ha rafforzato la stabilità macroeconomica e la credibilità esterna del Paese – ulteriormente rafforzata dal ruolo diplomatico del Pakistan nei negoziati tra Stati Uniti e Iran – ma i progressi rimangono fragili e ben lungi dal tradursi in sviluppo socio-economico. Sono tuttavia in atto grandi lavori di costruzione, sia commerciali che residenziali, la vita delle città è caotica e mostra molte nuove attività, testimonianza di una società che continua a consumare, investire e socializzare nonostante la persistente incertezza.

Il Pakistan fatica ad affrontare le attuali grandi difficoltà di governance, economia e sicurezza, che limitano la sua capacità di contribuire in modo significativo alla sicurezza del Medio Oriente, soprattutto perché il suo confine occidentale richiede una costante attenzione militare. L'attuale struttura delle forze armate pakistane è già impegnata al limite delle capacità. Per svolgere un ruolo significativo nella sicurezza dell'Arabia Saudita contro l'Iran e contro gli Houthi in Yemen, Islamabad dovrebbe creare una nuova forza di spedizione composta da due divisioni, o un corpo d'armata. Tale forza dovrebbe essere costituita, equipaggiata e sostenuta in gran parte con i finanziamenti sauditi.

L'Arabia Saudita è, con Stati Uniti e Cina, uno dei più importanti partner strategici del Pakistan, che perciò non può permettersi di restare a guardare mentre i Sauditi affrontano la sua più grave sfida alla sicurezza della loro storia. L’Accordo di mutua difesa strategica del 2025 considera l'aggressione contro uno dei due paesi come un'aggressione contro entrambi. Islamabad non può quindi sottrarsi.

Il Pakistan viene coinvolto in un ruolo più ampio in Medio Oriente non perché in questo periodo ambisca a diventare una potenza regionale, ma perché il disimpegno statunitense esige che la sicurezza dell'Arabia Saudita sia garantita a livello locale. Washington vuole che Riad assuma la leadership nel mondo arabo, ma i sauditi dipendono in toto dalla protezione americana e sono incapaci di farsi carico da soli di un onere regionale così vasto. Questo ha portato alla stipula del patto di difesa saudita-pakistano nel settembre 2025, poi confluito nell'accordo tripartito della Mecca con la Turchia, siglato il 7 agosto 2026. Il Pakistan è diventato un interlocutore chiave nella diplomazia tra Stati Uniti e Iran, per poi aderire all'iniziativa "Board of Peace" per Gaza, sostenuta da Washington.

In Asia meridionale la rivalità tra India e Pakistan – e la natura conflittuale dei rispettivi rapporti con la Cina – impedisce l'emergere di un'architettura di sicurezza regionale. Ora l’accordo della Mecca chiede al Pakistan di investire nella sicurezza mediorientale, coltivando relazioni che in futuro potrebbero rafforzare la sua posizione strategica nei confronti dell'India.

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