Un satellite ha appena imparato a trovare
da solo ciò che noi cerchiamo!

21/06/2026

da un articolo di Tim Fernholz del 15 giugno per Tech Crunch

Lo scorso aprile un satellite per l'osservazione della Terra ha trovato ciò che cercava, in completa autonomia e senza l'intervento di analisti umani a terra. Per la prima volta. È il primo certo utilizzo in orbita di un modello di linguaggio visivo in orbita, che ci invita a pensare come l'intelligenza artificiale potrebbe rivoluzionare le capacità dei sensori spaziali.

In genere i satelliti inviano grandi quantità di dati agli analisti a terra, che utilizzano algoritmi di apprendimento automatico o i propri occhi per interpretare i dati. A bordo di YAM-9, satellite costruito dall'azienda di infrastrutture spaziali Loft Orbital, un software sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha identificato aree di interesse in risposta a query in linguaggio naturale.

Gemma 3 di Google DeepMind, il modello di linguaggio visivo (VLM) che ha reso possibile la dimostrazione, è stato progettato specificamente per applicazioni al limite, cioè con hardware limitato e lontano da ogni data center. I modelli VLM combinano la comprensione contestuale dei grandi modelli linguistici con la capacità di analizzare le immagini: i ricercatori chiedono a questi modelli di classificare i dati dei sensori in corrispondenza delle zone di incontro tra ambiente naturale e sviluppo umano, ad esempio, o di identificare le infrastrutture intorno agli snodi ferroviari. Gemma 3 ha dimostrato di funzionare.

La dimostrazione è significativa per due motivi. Nel breve termine, potrebbe far fare ai sensori spaziali una prima selezione dei dati in orbita, riducendo l'enorme quantità di dati grezzi che gli analisti devono attualmente esaminare. A lungo termine, è la prova concreta della possibilità di implementare infrastrutture di intelligenza artificiale su larga scala nello spazio.

"Apre le porte a più livelli di pattugliamento spaziale sempre attivi", ha dichiarato a TechCrunch Paul Lasserre, responsabile dell'IA di Loft. "Con un modello VLM è possibile implementare logiche come 'monitora questo confine e avvisami quando qualcosa è sospetto', ed è possibile interagire in modo bidirezionale con i satelliti".

I veicoli spaziali di Loft sono progettati come piattaforme per l’uso da parte di clienti terzi.  Si tratta di un modello di business più vicino all'infrastruttura come servizio che alla tradizionale produzione di satelliti. Un recente accordo ha visto l'azienda costruire, lanciare e gestire sei nuovi satelliti per EarthDaily, che analizzerà e commercializzerà i dati raccolti a bordo. 

YAM-9 è stato lanciato nell'autunno del 2025 come progetto pilota per progetti di intelligenza artificiale orbitale e include una GPU Nvidia Jetson Orin AGX, uno dei chip leader utilizzati nel calcolo spaziale.

Juan Delfa Victoria, responsabile tecnico del gruppo di intelligenza artificiale del JPL della NASA, ha guidato lo sviluppo di NAVI-Orbital, un pacchetto software che funge di fatto da interfaccia per il VLM Gemma 3. Gemma 3 è già un prodotto commerciale, ma gli ingegneri hanno dovuto ottimizzare il pacchetto software per ridurre il numero di librerie e la memoria richiesta.

Sebbene questo sia il primo utilizzo documentato di un VLM in orbita, è probabile che altre aziende seguano l'esempio. Planet Labs, ad esempio, lancia satelliti con processori Jetson Orin; per ora li utilizza per compiti semplici di rilevamento di oggetti, ma sono in corso ricerche su altre applicazioni di intelligenza artificiale, inclusi i VLM.

Kepler Communications, che gestisce il più grande gruppo di GPU (Graphic Processing Unit) nello spazio, per ragioni di riservatezza ha rifiutato di confermare se avesse già dispiegato moduli VLM nello spazio, ma ha fatto notare che ci sono stati "diversi casi d'uso non divulgati del nostro ambiente di calcolo" da quando questi satelliti sono stati lanciati a gennaio. "Ora che abbiamo dimostrato la validità del concetto, questa è la direzione da seguire", ha affermato Lasserre. L'obiettivo è quello di ampliare la costellazione satellitare per garantire la copertura in tempo reale di qualsiasi punto della Terra, il che, secondo lui, richiederebbe tra 50 e 100 satelliti come YAM-9 (Loft attualmente gestisce 12 satelliti in orbita).

Le lezioni apprese dal dispiegamento in orbita di questi modelli più piccoli forniranno indicazioni su come provare a implementare infrastrutture di calcolo su larga scala nello spazio, in particolare per gli aspetti, apparentemente banali ma vitali, della gestione dell'alimentazione e della memoria. Potrebbero anche aprire la strada a nuovi strumenti scientifici. L'idea di NAVI-Space, ad esempio, è nata quando Delfa Victoria e il ricercatore del JPL Taran Cyriac John stavano pensando ad assistenti digitali per gli astronauti impegnati nell'esplorazione della Luna o di Marte. "Abbiamo pensato: ok, gli astronauti indossano tute pressurizzate e non possono certo digitare su una tastiera, qualsiasi cosa vogliano fare è complessa", ha detto Delfa Victoria. "Quindi, perché non fornire un assistente, come nei videogiochi e nei film, un'intelligenza artificiale interattiva?"

Basta non chiamarlo HAL 9000! 

(Nota: HAL 9000 è il supercomputer senziente e principale antagonista del capolavoro fantascientifico "2001: Odissea nello spazio") 

Lascia un commento

Vuoi partecipare attivamente alla crescita del sito commentando gli articoli e interagendo con gli utenti e con gli autori?
Non devi fare altro che accedere e lasciare il tuo segno.
Ti aspettiamo!

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati

I vostri commenti

Per questo articolo non sono presenti commenti.