L’Organizzazione degli Stati Turchi

19/05/2026

L'Organizzazione degli Stati Turchi (OTS), guidata da Ankara, potrebbe evolvere in un blocco geopolitico coeso? I paesi che ne fanno parte appartengono anche ad altri schieramenti, tra cui la configurazione emergente del "C6", che collega i cinque paesi dell'Asia centrale all'Azerbaigian attraverso il corridoio transcaspico.

Il 15 maggio si è tenuto un vertice informale dell'OTS nella città kazaka di Turkistan sul tema dell'intelligenza artificiale e dello sviluppo digitale negli Stati membri, che però ha affrontato anche questioni geopolitiche più tradizionali. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato nel suo discorso: "Le crisi in Palestina, Libano, Iran, Ucraina e in molti altri Paesi indicano la necessità di rafforzare la nostra difesa e intensificare la cooperazione nel settore industriale".

L'OTS è stato fondato nel 2009 come Consiglio Turco e successivamente rinominato nel 2021. Pur essendo ufficialmente presentato come una piattaforma non militare e non geopolitica, il blocco riflette l'ambizione di Ankara di espandere l'influenza turca in tutta l'Eurasia. La crescente rilevanza strategica dell'OTS deriva dall’essere un importante corridoio di transito est-ovest fra l'Europa e la Cina.

L’OTS rappresenta una piattaforma geopolitica potenzialmente preziosa per l’Occidente, perché gli stati membri occupano lo spazio strategico a sud della Russia, a ovest della Cina e a nord dell'Iran, conferendo al blocco un'importanza sproporzionata nell'emergente competizione per la connettività eurasiatica e l'influenza regionale. L'OTS potrebbe contribuire a frenare l'influenza russa negli ex paesi sovietici, complicare le ambizioni cinesi di monopolizzare i corridoi commerciali trans-eurasiatici attraverso la Belt and Road Initiative e limitare la capacità dell'Iran di estendere la propria influenza nel Caucaso meridionale e in Asia centrale.

La dimostrazione più chiara di questo potenziale strategico si è avuta durante la seconda guerra del Nagorno-Karabakh, quando il sostegno militare e tecnologico della Turchia all'Azerbaigian ha spostato in modo decisivo l'equilibrio di potere a scapito dell'Armenia e ha indebolito la consolidata influenza di Mosca nel Caucaso meridionale. Questo indebolimento ha poi permesso l'iniziativa "Route for Peace and Prosperity" dell'amministrazione Trump, presentata in occasione di un incontro tra i leader di Armenia e Azerbaigian.

I membri centroasiatici dell'OTS considerano la Turchia un importante partner strategico, che può aiutarli a diversificare le rotte commerciali, ridurre l’isolamento geografico ed espandere l'accesso ai mercati europei e mediorientali al di fuori dei corridoi di transito controllati dalla Russia. Tuttavia, sono cauti nell'orientarsi verso un allineamento geopolitico guidato dalla Turchia, per non abbandonare i tradizionali rapporti con la Russia. Tokayev, presidente del Kazakistan, ha risposto con forza ad Erdogan che l'OTS non è un blocco né geopolitico né militare.

Forse il vincolo strutturale più significativo dell'OTS è che opera in un ambiente strategico già fortemente plasmato – e per certi versi dominato – dal peso economico e dalla portata istituzionale della Cina. Pechino ha consolidato la sua posizione in Asia centrale capitalizzando sul ridimensionamento dell'influenza russa, attraverso la Belt and Road Initiative, che ha costruito corridoi di collegamento terrestri fra la Cina e l'Europa, oleodotti, reti ferroviarie, hub logistici e zone industriali che vincolano strutturalmente le economie dell’Asia Centrale.

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