Tensioni interne e disordine globale

05/11/2026

Le tensioni interne ai singoli Paesi soltanto di rado influenzano le dinamiche geopolitiche. Ma oggi ci troviamo in un periodo talmente tormentato da tensioni – sia a livello nazionale che regionale – da rendere necessario indagare se esista un denominatore comune, per quanto tali tensioni si manifestino in forme assai differenti.

Il fenomeno non è circoscritto a un solo Paese né a una sola regione. Gli Stati Uniti – l'unica superpotenza mondiale – mostrano tensioni più intense del solito persino all’interno di ogni partito. L'Europa è scossa da proteste diffuse che non di rado degenerano in violenza. Il Medio Oriente, dove un certo grado di tensione è la norma, sta vivendo non soltanto i consueti attriti tra sunniti e sciiti, ma tensioni di portata eccezionale, a causa del conflitto che coinvolge l'Iran. Tale conflitto si è esteso nell'area del Corno d'Africa e ha finito per interessare praticamente ogni altra regione del mondo, incidendo sugli scambi commerciali e sui prezzi dell'energia. L'India è teatro di disordini politici e sociali, specialmente nel nord-est, legati a processi politici fondamentali. In Cina durante il recente plenum del Partito Comunista circa 33 membri sono stati espulsi; tra questi figurano cinque dei sette componenti la Commissione Militare, l'organo che in Cina equivale allo Stato Maggiore congiunto. Secondo i rapporti di Freedom House, cresce anche il malcontento tra i lavoratori cinesi a causa delle condizioni economiche. Infine, non va dimenticata la guerra in Ucraina, che ha devastato l'economia russa - per non parlare dei danni subiti da entrambe le parti.

Preso singolarmente, nessuno di questi eventi è di per sé eccezionale. Ciò che desta interesse è che tante tensioni stiano interessando così tante nazioni e regioni in contemporanea. Il fatto che non sembri esserci un'unica causa alla radice di queste tensioni – e che ognuna abbia origini e manifestazioni peculiari – è proprio ciò che le rende così degne di attenzione.

La risposta che possiamo proporre è incerta, ma è l'unica che si prospetta. Essendo il baricentro dell'intero sistema globale, ciò che accade negli Stati Uniti ha ripercussioni sul mondo intero. Gli USA stanno attraversando un cambiamento radicale nel loro approccio alla gestione delle dinamiche globali, delegando parte delle responsabilità agli alleati regionali e concentrando l'attenzione sull’emisfero americano. Tale decisione era inevitabile, ma le modalità con cui è stata attuata non erano prevedibili in anticipo. Si è trattato di un processo non lineare, caratterizzato da un notevole grado di incertezza, con bruschi cambiamenti di rotta, spostamenti e azioni contraddittorie.

Il disimpegno statunitense dall'Europa – unito alla difficoltà delle nazioni europee nel colmare il vuoto venutosi a creare sotto il profilo politico, militare e psicologico – costringe l'Europa a riconsiderare il proprio presente e il proprio futuro, il che innesca un processo di forte destabilizzazione. In Medio Oriente l'oscillazione degli Stati Uniti tra disimpegno e coinvolgimento ha favorito la nascita dell'accordo della Mecca e ha scatenato un conflitto che ha danneggiato le economie di quasi tutti i paesi del mondo, Israele incluso.

Il desiderio di Washington di giungere a un'intesa con la Cina, unito alla necessità cinese di continuare ad esportare in un mondo sempre più instabile, ha generato problemi economici a Pechino che richiedono un cambio di rotta, innescando di riflesso una crisi politica.

Nel frattempo il riorientamento degli Stati Uniti verso il continente americano ha provocato una crisi in Canada – a causa delle modalità con cui tale transizione è stata gestita – che, insieme all'invasione del Venezuela, ha costretto l'intero continente a una ristrutturazione incerta e dolorosa.

Non è possibile trasformare un sistema politico e un ordine costituito in un altro senza generare una situazione di anomalia, che prima o poi dà forma a un nuovo modello geopolitico. Quando i mutamenti in un sistema geopolitico sono indotti dalla potenza centrale nel sistema globale, le altre nazioni e regioni si vedono costrette a riorganizzarsi, con inevitabili tensioni e timori.

Questa teoria è la migliore che oggi si riesca a formulare. Chi ha teorie migliori può scriverci. Aspettiamo commenti!

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