(Da un'analisi di Ronan Wordsworth)
Europa ed Africa oggi presentano una vulnerabilità comune: le divisioni politiche e il calo di fiducia nelle istituzioni offrono alle potenze esterne l'opportunità di sfruttare e indebolire i governi senza necessità di sconfiggere le forze armate convenzionali.
In Europa la Russia ha interesse a indebolire la coesione politica che conferisce valore alle risorse militari combinate della NATO. Il sostegno europeo all'Ucraina dipende dal consenso pubblico nei rispettivi collegi elettorali riguardo alle spese, le sanzioni e i potenziali rischi di guerra aperta. Le operazioni di 'zona grigia' sono concepite per far apparire tali impegni costosi, pericolosi o inutili. Se si verificano continui atti di sabotaggio, l'idea è che l'opinione pubblica rifiuterà di aiutare l'Ucraina.
La Russia ha ripetutamente inviato droni nello spazio aereo polacco e baltico, spingendo la NATO a lanciare l'operazione Eastern Sentry per rafforzare il fianco orientale. I droni hanno lo scopo di testare le capacità di rilevamento e intercettazione dei Paesi baltici e valutare la rapidità con cui gli alleati concordano sulla gravità di una minaccia e sulla risposta appropriata. Mosca può imparare sia dalla reazione militare che dal disaccordo politico che circonda tali decisioni.
Anche il sabotaggio è sempre più utilizzato per fare pressione sull'Europa. Le autorità tedesche hanno arrestato diversi uomini per spionaggio a favore della Russia, per aver preparato attacchi contro infrastrutture militari e industriali e per aver reclutato persone per atti di sabotaggio o assassini mirati. Le autorità polacche hanno attribuito un grave incendio a Varsavia all'intelligence russa.
Si ritiene inoltre che i servizi segreti utilizzino Telegram per reclutare intermediari che agiscono a pagamento più che per convinzione ideologica. Europol ha individuato un crescente utilizzo di reti criminali locali per le operazioni ibride. Questo dà a Mosca accesso a capacità locali e nello stesso tempo allontana le responsabilità russe dai responsabili degli attacchi.
Il calcolo strategico è che i singoli incidenti susciteranno una risposta limitata, alimentando nel contempo il timore che la risposta possa provocare un conflitto più ampio. La ripetizione non fa altro che normalizzare questo sentimento, mettere a nudo le divisioni, consumare risorse pubbliche e indebolire la fiducia nella difesa collettiva.
Gli stessi metodi vengono utilizzati in Africa. La designazione del Kenya come principale alleato non NATO degli Stati Uniti nel giugno 2024 riflette la sua importanza. La sua posizione sull'Oceano Indiano, il suo ruolo nella sicurezza regionale e i suoi legami commerciali e diplomatici lo rendono prezioso anche per i partner europei. Ma l'ostilità pubblica nei confronti dei rapporti con l'Occidente può limitare la cooperazione senza alcuna modifica formale degli impegni internazionali del Kenya.
Le reti russe hanno cercato di trasformare in sostegno a Mosca l'insoddisfazione nei confronti dei partner occidentali. A marzo 2024 l'Africa Center for Strategic Studies ha identificato 80 campagne sponsorizzate dalla Russia in tutta l'Africa, incluse campagne in Sudafrica che coinvolgevano organizzazioni sia nazionali sia estere, mostrando come le narrazioni straniere si intrecciano con le dinamiche della competizione politica locale.
La Cina ha investito massicciamente nelle istituzioni attraverso cui circola l'informazione. Partnership mediatiche, accordi sui contenuti e programmi di formazione per giornalisti aiutano Pechino a promuovere le proprie posizioni e a influenzare la narrazione delle sue attività economiche. Il Kenya è un importante hub che consente ai media cinesi di raggiungere il pubblico africano. A queste relazioni palesi si affiancano campagne di manipolazione occulte.
In Kenya molte operazioni di disinformazione sono state di matrice locale. Organizzazioni politiche e operatori commerciali hanno propri incentivi a distorcere le informazioni, talvolta rafforzando narrazioni provenienti dall'estero. Gli attori stranieri sono in grado di sfruttare il malcontento legato a corruzione, disuguaglianza e carenze nella sicurezza allo scopo di indebolire il governo e le forze armate.
Gli obiettivi di tali attività sono chiari: favorire un governo più amichevole, ostacolare le partnership di sicurezza con l'Occidente e far accettare la propria presenza commerciale e la propria narrazione della storia e della giustizia. È significativo notare come i cittadini di tutta l'Africa ripetano spesso i messaggi chiave del Cremlino riguardo all'Ucraina. Tutto ciò è frutto di una strategia deliberata volta a erodere la fiducia pubblica nei governi locali: un governo impegnato a difendere la propria legittimità è meno capace di perseguire priorità di politica estera e dispone di minori risorse politiche per resistere alle pressioni.
L'intelligenza artificiale sta riducendo i costi delle operazioni di informazione e disinformazione. In passato le campagne di influenza richiedevano l'impiego di numerosi redattori, traduttori e gestori di account, affiancati da sistemi di distribuzione automatizzati; i contenuti prodotti risultavano spesso legnosi e poco convincenti nelle lingue locali. I modelli generativi consentono oggi a gruppi ristretti di produrre e adattare una quantità di materiale nettamente superiore, inclusi falsi servizi giornalistici, immagini, meme e commenti in diverse lingue. La produzione è diventata molto più rapida e accessibile. Durante un workshop di Chatham House in Africa io stesso ho mostrato con quanta facilità fosse possibile creare meme in inglese e swahili per minare la fiducia nelle forze armate. Ciò che ha colpito i presenti è stato quanto il materiale risultasse convincente, benché io non parli swahili. L'esempio ha dimostrato la rapidità con cui un obiettivo politico può trasformarsi in contenuti semplici da capire, che le persone incontrano nei propri feed sui social media.
Inondare lo spazio informativo esaurisce l'attenzione e soffoca l'informazione affidabile, conferendo al contempo un'aria di familiarità e legittimità ad accuse o falsità ripetute. Narrazioni contraddittorie alimentano la percezione diffusa che le istituzioni siano disoneste, gli eventi manipolati e le informazioni attendibili inesistenti. La Russia adotta questo metodo, definito "raffiche di falsità", almeno dal 2015, ben prima dell'avvento delle attuali capacità dell'IA generativa.
La creazione di divisioni è di per sé un obiettivo strategico. Mentre alcune operazioni mirano a raccogliere sostegno per la Russia o la Cina, altre si limitano a ridurre la fiducia dei cittadini nel proprio governo, nell'accettazione dei risultati elettorali, nelle forze armate o nella cooperazione con gli alleati. Tale dinamica è diffusa sia in Europa che in Africa. Un'analisi delle operazioni di manipolazione dell'informazione e interferenza straniera (FIMI) condotta all'inizio dell'anno ha evidenziato l'obiettivo di esacerbare le divisioni e minare la fiducia nelle forze armate, nei servizi di intelligence, nelle istituzioni politiche e nelle forze dell'ordine europee. Le campagne informative accompagnano disordini nel mondo reale: episodi di sabotaggio vengono amplificati da affermazioni secondo cui il governo non sarebbe in grado di proteggere i propri cittadini.
È difficile modellare e quantificare tali effetti. Sui social media visualizzazioni e condivisioni vengono amplificate automaticamente — talvolta in modo artificiale — rendendo arduo determinare la portata reale del fenomeno. Risulta inoltre estremamente complesso valutare l'impatto della disinformazione ripetitiva sulla fiducia o il modo in cui le narrazioni online penetrano nelle conversazioni private e nel dibattito politico, soprattutto quando l'effetto è cumulativo. Ciò vale in particolare quando le attività FIMI (Foreign Information Manipulation and Interference) fanno leva su legittime istanze di malcontento.
I costi ridotti grazie all'AI consentono di produrre più materiale, aumentare la varietà linguistica e moltiplicare i tentativi da parte di una ampia gamma di attori. Sebbene governi e media indipendenti abbiano iniziato a destinare risorse alla verifica delle informazioni, si tratta di un approccio costoso e reattivo, poiché gli attori malevoli si adattano costantemente e sviluppano nuove strategie.
In Europa le elezioni presidenziali rumene del 2024 esemplificano le minacce sopra descritte. La Corte costituzionale ha annullato i risultati elettorali dopo che i servizi di intelligence hanno sollevato preoccupazioni riguardo ad attività coordinate online: promozioni, finanziamenti occulti e interferenze straniere riconducibili a Mosca, che hanno favorito il poco conosciuto candidato Calin Georgescu. Un candidato sostenuto da operazioni di informazioni dall'estero può modificare la politica estera, indebolire la cooperazione in seno alla NATO e all'UE. Se le autorità intervengono, gli autori dell'ingerenza possono sfruttare tale intervento a conferma delle proprie tesi. Comunque vada, il risultato è un'erosione della fiducia. Alla fine la Romania ha eletto un candidato filo-europeo, dimostrando che le interferenze straniere non garantiscono necessariamente l'esito sperato. Ma la vulnerabilità risiede in un sistema giunto al punto che la difesa dell'integrità elettorale richiede un intervento capace, di per sé, di compromettere la fiducia dell'opinione pubblica. Le normative e le capacità investigative non hanno tenuto il passo con l'evoluzione dei social media e dell'intelligenza artificiale, costringendo le istituzioni a una rincorsa affannosa a cose già avvenute.
Per i governi europei la sfida consiste nell'imporre alti costi alle persistenti attività di "zona grigia", evitando al contempo che Mosca possa inasprire lo scontro. Una più chiara attribuzione delle responsabilità, il blocco dei finanziamenti e degli intermediari, la protezione delle infrastrutture e risposte coordinate su larga scala sono tutte misure utili allo scopo.
Anche i governi africani affrontano una sfida analoga nel tutelare la propria libertà di scegliere partner e politiche. Occorre un attento monitoraggio delle influenze straniere, accompagnato da risposte credibili alle istanze interne, per rafforzare quella fiducia pubblica da cui dipende la capacità di resistere alle manipolazioni.
La fiducia nelle istituzioni e la coesione politica sono risorse che attori malevoli tentano deliberatamente di incrinare. L'intelligenza artificiale rende le interferenze meno costose, più rapide e più semplici; di conseguenza le risposte governative rimangono sempre in ritardo rispetto agli attori che operano nella zona grigia.
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