La scuola pubblica è preparazione alla difesa in Russia e Ucraina

29/08/2026

Come sempre avviene, la guerra in Ucraina ha cambiato la vita delle popolazioni su entrambi i lati del fronte. Più a lungo si protrae un conflitto, più si militarizza non soltanto l’economia, ma anche gli altri settori della società, inclusa l’istruzione pubblica, per dare ad ampie fasce di popolazione conoscenze e competenze che, in caso di necessità, consentano il rapido dispiegamento di un gran numero di forze aggiuntive nella difesa del Paese. Le normali condizioni economiche non permettono di mantenere un esercito gigantesco, perciò lo Stato riduce al minimo l'esercito in tempo di pace, ma deve poterlo accrescere se le circostanze lo richiedono. 

La Russia è particolarmente abile nella preparazione militare di larghe masse di giovani. Subito dopo la Rivoluzione bolscevica, il nuovo Stato dovette affrontare problemi di difesa su quasi tutti i fronti, quindi creò un nuovo esercito e contemporaneamente represse le sacche interne di resistenza. Nell'aprile del 1918 Mosca emanò un decreto sull'addestramento militare obbligatorio, che imponeva ai contadini, agli operai e impiegati nelle fabbriche e nelle industrie di partecipare all'addestramento, pur continuando a lavorare. Nel 1939 l'addestramento militare primario fu introdotto in tutte le scuole sovietiche di ogni ordine e grado e rimase anche dopo la Seconda Guerra Mondiale. Fu gradualmente eliminato dal curriculum negli ultimi decenni dell’URSS, ma rimase come attività extrascolastica privilegiata. Ufficiali con istruzione militare superiore fornivano agli studenti un addestramento generale di difesa civile – esercitazioni, uso delle armi da fuoco, lezioni di tattica, medicina, topografia e ingegneria – nonché istruzioni sui regolamenti delle Forze Armate. Le scuole tecnico-militari e gli aeroclub offrivano lezioni gratuite a chi era interessato a guidare motociclette, camion, veicoli cingolati, o praticare il paracadutismo, o lavorare come tecnico radio, al fine di sviluppare competenze che sarebbero state utili in tempo di guerra.

Dopo il crollo dell'Unione Sovietica i governi nascenti furono più preoccupati dalla creazione di un nuovo sistema economico e dalla sicurezza interna. In Russia e Ucraina le difficoltà economiche post-sovietiche costrinsero i governi a ridurre le dimensioni degli eserciti. I finanziamenti furono drasticamente ridotti, l’addestramento militare di base fu abolito nelle scuole, la rete di club sportivi legati alla difesa fu ridotta e le infrastrutture caddero in rovina. L'educazione militare fu considerata una reliquia della Guerra Fredda. 

Questa era ancora la situazione all'inizio della guerra tra Russia e Ucraina. La maggior parte dei cittadini in età di leva era cresciuta senza addestramento militare e i governi non avevano risorse sufficienti. Né i Russi né gli Ucraini riuscirono a mobilitare le forze in modo rapido e senza intoppi, perché occorreva un addestramento lungo e intensivo, che ritardava il rinnovamento e il rifornimento del fronte. La Russia è poi passata a un modello di mobilitazione basato su contratti economicamente allettanti per larghe fasce di popolazione. In Ucraina la mobilitazione è ancora fonte di malcontento pubblico. L'addestramento insufficiente ha rallentato la risposta agli attacchi russi. La Russia ha avuto meno difficoltà a reclutare, ha avuto più difficoltà nell’addestrare, processo che richiede tempo e denaro, mentre gli attacchi dei droni ucraini andavano crescendo.

Nel 2014 il governo russo ha ripristinato nelle scuole di base il concorso a premi "Pronti per il lavoro e la difesa", conferito agli scolari che raggiungono alcuni standard fisici. Dal 2015 i risultati di questo concorso sono fra i requisiti presi in considerazione per l'ammissione agli istituti di istruzione superiore. Nel 2016 Mosca ha introdotto YunArmiya, un movimento patriottico militare per bambini e giovani, responsabile della mobilitazione e dell'addestramento militare dei giovani in Russia.

Dall'ottobre 2022 il Ministero dell'Istruzione russo offre nelle scuole pubbliche un corso originalmente denominato "fondamenti di sicurezza vitale", gradualmente ampliato per includere elementi dell'addestramento militare di base, quindi competenze pratiche nell'utilizzo dei droni. Dal 2024 il corso è chiamato "fondamenti di sicurezza e difesa della patria". Nel 2026 il corso è stato ancora più orientato alla pratica. Dal 1° settembre 2026 l'addestramento militare di base torna ad essere parte integrante del programma di studi. Gli studenti delle classi dalla sesta all'undicesima impareranno a pilotare i droni e si addestreranno nell'assemblaggio di UAV (veicoli aerei senza pilota).

Anche l'istruzione superiore si è adeguata. I centri di addestramento militare presso le università civili russe hanno sostituito i tradizionali dipartimenti militari. La riorganizzazione su larga scala è iniziata dopo il 2019 e oggi molte università civili hanno istituito unità del Ministero della Difesa dove gli studenti possono completare i programmi di addestramento per ufficiali, sergenti o soldati di riserva, senza interrompere i loro studi regolari. Presso le università militari russe sono stati aperti programmi di addestramento specialistico sull'uso dei droni e anche le università civili hanno introdotto la possibilità di formarsi come operatori di droni. Diverse università hanno lanciato una campagna di reclutamento per arruolare studenti con un contratto annuale speciale nelle nuove Truppe per Sistemi a Pilotaggio Remoto.

L’Ucraina ha una popolazione nettamente meno numerosa, non può sperare di eguagliare i numeri della Russia. Ha puntato tutto sulla tecnologia, in particolare sulla guerra con droni. È stata più rapida della Russia nel comprendere la letalità dei droni tattici in un’era di sistemi di difesa aerea densamente interconnessi. I produttori di droni ucraini sono stati rapidi nell'innovare, anche se hanno impiegato più tempo dei russi per sviluppare catene di approvvigionamento in tutta Europa e aumentare la produzione.

Il problema successivo è stato costruire una rete per formare un gran numero di operatori, ingegneri e progettisti di droni. Kiev ha gradualmente sviluppato una rete nazionale di scuole private che oggi forma migliaia di specialisti di droni ogni anno (questo sta facendo anche l’India, con grande successo). Ma le scuole private non bastano, si avverte la necessità di trasformare l'istruzione pubblica. La robotica è già ben sviluppata nel sistema di istruzione formale ucraino, mentre la formazione sui droni viene offerta come corso opzionale o come corso extracurricolare presso centri specializzati o università. 

Insieme all'Istituto di Aviazione di Kiev, l'azienda ucraina Fire Point sta lanciando un nuovo programma intitolato "Ingegneria dei Sistemi Robotici Aerei Autonomi". L'iniziativa potrebbe contribuire a colmare la carenza di specialisti in scienze applicate nel settore della difesa e dell'industria. È attiva anche una rete di piccoli centri privati ??di ingegneria e formazione che insegnano l'utilizzo, la riparazione e la costruzione di droni, nonché l'ingegneria dei sistemi robotici. Questi centri ora vengono sistematicamente integrati nel sistema di istruzione pubblica ucraino.

Kiev sta rivoluzionando la concezione ucraina dell'istruzione, allontanandosi da un paradigma incentrato sulle discipline umanistiche per orientarsi verso le scienze applicate. È troppo presto per dire se questa trasformazione avrà successo, ma è simile al modello applicato dai sovietici un secolo fa durante l'industrializzazione.

La reintroduzione dell'addestramento militare nel sistema scolastico non si concluderà con la guerra. Per entrambi i paesi si tratta di rafforzare la resilienza alle pressioni esterne e consolidare la coesione interna. Entrambe le parti prevedono un futuro caratterizzato non solo da un aumento dei conflitti tra stati, ma anche da attacchi informatici e terrorismo. Una popolazione ben addestrata sarebbe probabilmente più resistente alle intimidazioni straniere. Inoltre l'addestramento militare probabilmente genererà una popolazione più patriottica, il che è essenziale per mantenere la coesione e il controllo territoriale – aspetto particolarmente importante per la Russia, che ha un territorio vasto (il più vasto di ogni altro stato al mondo) ed etnicamente eterogeneo.

Né la fine della guerra comporterà un cambiamento delle condizioni geografiche che l'hanno generata. La Russia rimarrà una grande potenza nell'Europa orientale, con l'imperativo di proteggere i propri confini e una costante percezione di minaccia da parte dell'Occidente e della NATO. L'Ucraina rimarrà una zona cuscinetto, stretta tra la Russia e l'Europa. 

Altri paesi europei stanno attuando cambiamenti analoghi nei loro sistemi educativi: la Bielorussia sta introducendo corsi sull'uso dei droni e sull'addestramento medico militare. Dal 2024 in Lituania è stato introdotto un corso obbligatorio di Educazione civica e difesa. Questi cambiamenti non sono la preparazione a una guerra specifica, ma un mezzo per aumentare la resilienza degli Stati di fronte alla crescente incertezza e alle tensioni tra le grandi potenze.

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