Il fronte decisivo contro l’Iran è in Siria

15/07/2026

Il crollo del regime di Bashar al-Assad in Siria alla fine del 2024 ha creato un'opportunità per contrastare l'egemonia iraniana sul Medio Oriente. Perché? Per capirlo dobbiamo ripercorrere la storia, soprattutto dopo l’attentato alle Torri Gemelle.

Le popolazioni del Medio Oriente sono eredi dei grandi imperi e delle grandi civiltà della storia umana, ma dal tardo 1700 in poi la regione ha visto un continuo e rapido decadimento economico e politico – di conseguenza anche un decadimento sociale e culturale - per l’avanzare degli imperi europei, dotati di superiori tecnologie e di superiori conoscenze. Gli Europei erano dominanti anche demograficamente, come tutti i popoli che avanzano.

Con la scoperta che le risorse di petrolio e gas del pianeta, ormai indispensabili per industrie, trasporti e ogni altro tipo di attività umana, sono concentrate in Medio Oriente, dalla fine del 1800 la regione divenne terra di scontro fra le grandi potenze occidentali che volevano il controllo delle risorse. La Prima e la Seconda guerra mondiale possono essere considerate guerre per il petrolio. Divennero mondiali anziché rimanere limitate all‘Europa, perché nel lungo periodo avrebbe vinto chi avesse ottenuto il controllo delle fonti di petrolio, condizionando così l’accesso alle risorse per tutti gli altri popoli del mondo. 

Per mantenere il contatto logistico con Hezbollah, l’Iran ha bisogno di continuare ad aver mano libera attraverso l’Iraq e la Siria. Bisogna dunque che il governo siriano di Ahmad al-Sharaa disarmi il PMF in Siria e privi l’Iran dell’accesso al Libano e al Mar Mediterraneo, mentre a contenere l’Iran sul Mar Nero e sul Mar Caspio pensano la Turchia ed i suoi alleati in Asia Centrale, oltre ai paesi del Caucaso e alla Russia stessa.

Dalla fine della Seconda guerra mondiale in poi (1945) le risorse energetiche del mondo furono controllate dai vincitori: USA, Regno Unito, Russia. La guerra fra potenze occidentali proseguì come ‘guerra fredda’, giocata sul piano ideologico a livello globale, con sporadiche guerre ‘calde’ per mantener in allenamento la struttura e la tecnologia di attacco e di difesa. Guerre lontane, in territori di frontiera come Corea, Vietnam, Afghanistan. 

Proprio per sconfiggere l’Unione Sovietica in Afghanistan - e nel contempo contrastare la potenza della teocrazia sciita che in nome della Guerra Santa si era impadronita della Persia (Iran) nel 1979 - gli USA sostennero la Guerra Santa di milizie arabe sunnite guidate dal saudita Osama Bin Laden. Nel 1989 la Guerra Santa dei sunniti sconfisse l’URSS! Nell’arco di 10 anni due diverse guerre sante (jihad), una sciita in Persia, una sunnita in Afghanistan, avevano sconfitto le due grandi potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale! 

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