La nuova politica degli USA nasce dalla constatazione della sconfitta dell'Occidente, che si era illuso che la Guerra Fredda fosse finita con il crollo dell'Unione Sovietica. La Guerra Fredda non è mai finita. Russia e Cina hanno abbandonato l'ideologia e la pratica della dottrina economica comunista, ma non hanno cessato di essere nostre rivali. Aver creduto che Cina e Russia avrebbero accettato di buon grado che gli USA esercitassero sul mondo intero l'egemonia politica, culturale, economica e militare, ma in modo pacifico, attraverso le istituzioni sovranazionali, è stato un grave errore, frutto di ignorante arroganza e di ingenuità storica.
Dagli anni '90 in poi le istituzioni sovranazionali, dall'ONU al WTO, hanno messo a disposizione di stati e civiltà rivali tre potentissimi strumenti, che sono stati usati non soltanto a beneficio di tutti, ma anche per sferrare attacchi contro l'Occidente:
· la tecnologia più aggiornata, insegnata e trasferita senza costi dagli inventori ai produttori nei paesi dove la mano d'opera è abbondante, disciplinata, abile e poco costosa - cioè in Cina;
· la possibilità di ricattarci tramite il controllo dei mercati dell'energia e di alcune componenti essenziali;
· il principio che è dovere dell'Occidente accogliere e proteggere qualunque esule, profugo o migrante, senza limitazioni e senza esigere integrazione e assimilazione.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti:
· la guerra fra opposte alleanze non si gioca più in terre di confine (Corea, Vietnam, Cambogia, Afghanistan), ma nel cuore d'Europa (Ucraina) e sul Mediterraneo. C'è il rischio che si accenda anche in Sudamerica.
· La supremazia tecnologica dell'Occidente è a rischio, la Cina potrebbe presto prendere il sopravvento.
· Il primato economico dell'Occidente è a rischio, ora che la manifattura è stata trasferita in Asia e le catene di approvvigionamento di materie essenziali dipendono da paesi non occidentali.
· La crisi demografica e l'eccessivo tasso di immigrazione non controllata provocano forti disagi e tensioni all'interno delle nostre società.
Oggi però un altro fatto sconvolge la geopolitica globale: il riscaldamento del pianeta rende l'Oceano Artico navigabile tutto l'anno. L'Artico sta dunque diventando il nuovo ombelico del pianeta, al centro di Asia, Europa e America, la via più breve per trasferirsi dalle sponde dell'Oceano Pacifico a quelle dell'Oceano Atlantico. È di gran lunga la via più breve dalla Cina agli USA e all'Europa. È regione con grandi giacimenti minerari non sfruttati e in larga parte non esplorati. È soprattutto la via d'acqua da cui poche navi militari dotate di lanciamissili possono attaccare e devastare il Nord Europa e il Nord America, regioni che sino ad ora non sono mai state vulnerabili ad attacchi da nord. Una eventuale terza guerra mondiale avrà sicuramente come epicentro l'Artico.
Le sponde e le acque dell'Oceano Artico sono controllate per metà dalla Russia, in misura minore dal Canada e dalla Groenlandia. Gli USA vi si affacciano soltanto con l'Alaska -- dove non a caso è stato ospitato l'incontro Trump-Putin ad agosto 2025. Fin dal 2024 Trump auspica pubblicamente il controllo americano della Groenlandia e del Canada, oltre alla pace con la Russia.
Nel nuovo Grande Gioco, che non riguarda più il Medio Oriente e la Persia, ma l'Artico, gli USA oggi vogliono avere alleata anche la Russia. E vogliono orientare gli investimenti per la difesa soprattutto su mari e oceani dell'emisfero nord, oltre che sulla rete satellitare dell'intero pianeta e sull'innovazione tecnologica continua, mentre alla difesa dei territori debbono pensare i singoli popoli che vi risiedono.
Ricostruire in questo modo le alleanze e gli equilibri globali richiede una forte ideologia di sostegno, valida per decenni, potenzialmente per sempre. L'ideologia dell'esportare la democrazia e la contrapposizione fra democrazie e totalitarismi non regge più, perché oggi sono proprio Russia, Cina e paesi islamici ad usare tale ideologia contro l'Occidente in tutte le istituzioni internazionali, accusandolo di non rispettare i suoi stessi principi e di praticare colonialismo, imperialismo, razzismo. Le organizzazioni globali create e finanziate dall'Occidente oggi si pronunciano contro l'Occidente. Con questa propaganda Cina Russia e paesi islamici mirano a sostituire i paesi occidentali nell'esercitare l'egemonia sui paesi africani e sudamericani.
Oggi la Russia e la Cina non professano più nessuna ideologia di stato con pretesa di valore universale, ma si ispirano alle istituzioni delle proprie tradizioni nazionali. Né Russia né Cina si definiscono stati comunisti, neppure stati democratici, bensì popolari, cioè nazionali. La Cina ha un sistema politico, amministrativo e militare che di fatto è gestito interamente da una oligarchia costituita da membri del Partito Comunista, ma formalmente presenta una manciata di altri partiti alle elezioni politiche. In Russia il rapporto stretto di Putin con il Patriarcato ortodosso è fondamentale per sostenere e legittimare il suo potere e fargli vincere le elezioni. La Russia e la Cina si presentano come stati nazionali che perseguono una politica di interesse nazionale, seguendo e onorando le tradizioni del popolo.
L'ideologia dei diritti universali e della democrazia universale promossa dall'Occidente per forgiare le istituzioni del nuovo ordine globale dopo il crollo dell'URSS non è più utilizzabile, ci ha portato al fallimento. Ma da circa 30 anni è andata diffondendosi un'altra filosofia politica, il conservatorismo democratico e nazionale, per iniziativa di un gruppo di pensatori americani, fra cui molti ebrei, di cui è stato fulcro Yoram Hazony. Tale filosofia politica, ispirata alla tradizione biblica, sostiene che la democrazia non può sopravvivere se non all'interno di uno stato nazionale che presenti una popolazione resa omogenea e solidale da secoli di vita comune, tradizioni comuni. L'idea di una democrazia universale porta inevitabilmente alla guerra civile, cui pone fine la tirannide dell'impero, che termina nuovamente in guerra civile e al crollo della civiltà. La democrazia inoltre non è identica ovunque, è plurale. Diverse tradizioni nazionali possono declinare in modo diverso le istituzioni democratiche, rispettando tuttavia i principi di base e separando i poteri.
L'ideologia politica che lega a filo doppio stato nazionale e istituzioni democratiche, ancorandole ai principi ebraici e cristiani espressi nel Decalogo, permetterebbe di riunire in un'alleanza di fondo tutti i popoli che appartengono alla civiltà ebraico-cristiana, rendendoli disponibili a risolvere le dispute tramite negoziati, piuttosto che con la guerra. Questo stanno cercando di fare gli USA oggi. Se l'operazione riuscirà, il controllo dell'Artico sarà saldamente in mano a stati cristiani alleati fra di loro.
Anche il controllo del Mediterraneo sarebbe agevole avendo la partecipazione attiva della Russia, di Israele ed eventualmente degli altri stati la cui popolazione si ritiene discendente di Abramo, dunque appartenente alla stessa grande famiglia cui appartengono gli Ebrei (Giordania, Siria, stati della penisola arabica). Peraltro non c'è nessun motivo di rivalità diretta fra la Russia e Israele. Si creerebbe così un corridoio economico fra l'India e l'Europa (IMEC), che con la recente aggiunta del Kazakhistan agli Accordi consoliderebbe anche il controllo europeo delle sponde del Caspio e neutralizzerebbe l'espansione iraniana, offrirebbe alternative allo stretto legame economico fra gli stati dell'Asia centrale e la Cina, nell'interesse in primis della Russia.
Oggi non sappiamo se riuscirà questo grandioso progetto di ricostruzione delle alleanze e dell'ordine globale, basato su una visione ideologica che non è più "democrazia vs tirannide", ma difesa congiunta dei principi fondamentali della civiltà ebraico-cristiana e dell'indipendenza dello stato nazionale.
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