Lo spazio non è accessibile come può sembrare. Circa 80 nazioni al mondo sanno gestire satelliti, ma meno di 15 hanno autonome capacità di lancio e fra queste meno ancora hanno la capacità industriale necessaria per posizionare e mantenere in efficienza i sistemi spaziali. In effetti i paesi dipendono da pochi sistemi commerciali esteri per portare in orbita il proprio hardware, eccetto Stati Uniti, Russia e Cina.
La questione centrale dunque è: chi controlla le condizioni per l’accesso, la rotazione degli accessi e la definizione delle priorità? L'accesso può essere ritardato o negato, oppure assoggettato a vincoli da parte di chi controlla i servizi di lancio, le loro infrastrutture terrestri, i quadri normativi e l'integrazione commerciale. Poiché i sistemi spaziali dipendono da reti terrestri, il potere è sempre più nelle mani di chi controlla i punti di strozzatura terrestri. Capacità di lancio, profondità industriale, capacità di capitale, geografia e quadri di governance determinano quali stati possono sostenere le operazioni spaziali in modo indipendente e quali devono operare secondo termini stabiliti da altri.
L'importanza dello spazio è evidente. I satelliti sono indispensabili per gestire il posizionamento, la navigazione e la sincronizzazione delle operazioni militari, le comunicazioni e l'intelligence, la sorveglianza e la ricognizione. Se questi servizi vengono degradati, il processo decisionale rallenta, la precisione si erode.
I benefici economici seguono una logica simile. I satelliti sincronizzano le transazioni finanziarie e i sistemi di regolamento, rilevano i posizionamenti e sostengono la gestione dell’intero trasporto marittimo e aereo. Le immagini satellitari informano la distribuzione energetica, le assicurazioni, la risposta alle catastrofi e la produzione agricola.
Gran parte dei servizi satellitari sono forniti dagli Stati Uniti o da infrastrutture allineate agli Stati Uniti. Ma i sistemi spaziali sono intrinsecamente vulnerabili e possono essere deliberatamente presi di mira durante un conflitto, il che rende essenziale un sistema rapido di sostituzione e ricostruzione, oltre che di difesa. Stati Uniti, Cina, Russia e India hanno capacità cinetiche antisatellite. Molti stati utilizzano interferenze elettroniche e operazioni informatiche per interrompere temporaneamente i sistemi spaziali, ritardando le operazioni e creando caos.
La maggior parte dei satelliti vengono progettati anni prima del lancio e vengono aggiornati quando sono già in orbita. Ma le piattaforme spaziali non possono essere significativamente aggiornate o reintegrate, perciò perdono l’allineamento con i nuovi sistemi terrestri, le nuove architetture software e i requisiti operativi. I sistemi satellitari invecchiano più velocemente di quanto possano essere adattati, quindi la loro ricostituzione continua è diventata un’assoluta necessità. La continua ricostituzione richiede molta capacità di lancio, cioè in ultima analisi grande capacità di propulsione. I motori a razzo ad alte prestazioni richiedono decenni di conoscenze progettuali accumulate e infrastrutture di produzione specializzate. Persino gli stati che hanno vettori di lancio sovrani fanno affidamento su motori o licenze straniere, che creano dipendenze nascoste. La competenza in materia di propulsione rappresenta il maggiore punto di strozzatura nel potere spaziale.
Anche la geografia influenza economicamente la capacità di lancio. Lanciare verso est da basse latitudini, ad esempio, consente ai razzi di catturare la velocità di rotazione terrestre e quindi di migliorare l'efficienza e i costi del carico utile. La maggior parte dei siti di lancio si trovano lungo le coste esposte a est e in località vicine all’equatore. La Turchia, ad esempio, ha iniziato a costruire infrastrutture di lancio vicino alla costa della Somalia.
Il solo accesso ai lanci è insufficiente senza la capacità industriale di produrre molti satelliti e sviluppare progetti standardizzati e flessibili. Questo richiede ingenti investimenti in infrastrutture fisse, e una forte capacità di spesa continua.
La capacità di controllo dei punti di strozzatura verso lo spazio è gerarchica. Al vertice si trovano gli Stati Uniti, il cui vantaggio si basa sulla geografia, sulle dimensioni e su ecosistemi spaziali civili, militari e commerciali che sono stati costantemente integrati e ampliati per decenni. Ciò è evidente nella frequenza dei lanci di SpaceX e nel suo modello di produzione integrato, che ha compresso i tempi di sostituzione e reintegro da mesi a settimane.
Starlink, ampiamente utilizzato durante la guerra in Ucraina, ha reso evidente quanto sia sfumato il confine tra servizi commerciali e servizi militari. Attraverso iniziative come gli Accordi Artemis, gli Stati Uniti hanno plasmato le norme spaziali civili e commerciali in modi che consolidano la dipendenza globale dai loro servizi di lancio e dalle loro architetture dati.
Al secondo livello c'è la Cina, che si sta avvicinando alla parità con gli Stati Uniti in diversi settori. Pechino controlla infrastrutture di lancio sovrane, ha una cadenza di lancio crescente e linee di produzione satellitari sempre più standardizzate. Sebbene l'integrazione commerciale sia ancora in corso, la capacità della Cina di dare priorità alle missioni nazionali e di sostenere la ricostituzione o reintegro anche sotto pressione la colloca tra i pochi stati in grado di sostenere confronti militari prolungati.
Russia e India dispongono di capacità di lancio sovrane e competenze tecniche, ma hanno forti limiti in termini di produzione e capacità di picco. L'Europa, che opera attraverso l'Agenzia Spaziale Europea, beneficia di una posizione geografica favorevole al Centro Spaziale della Guyana, ma è limitata dalla frammentazione industriale delle linee di approvvigionamento, dalle lungaggini della governance dei lanci e della definizione delle priorità in caso di crisi.
Diverse potenze medie avanzate, tra cui Turchia, Giappone, Israele e Corea del Sud, stanno perseguendo soluzioni parziali con uno sviluppo limitato dei lanci e una più profonda integrazione commerciale.
Il potere spaziale futuro dipenderà meno dall'accesso iniziale, più dalla resistenza sotto pressione, dalla capacità di controllare la ricostituzione e la definizione delle priorità, per garantire continuità nel tempo. È quindi probabile che il potere spaziale diventi ancor più concentrato.
Lo spazio funziona e sempre più funzionerà come un sistema di punti di strozzatura stratificati, non come un dominio democratizzato.
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