La narrazione della storia della (ri)nascita dello Stato di Israele, così come la narrazione di qualunque cosa riguardi gli ebrei, in Europa soffre di millenni di antigiudaismo e antisemitismo. La storia reale viene cancellata da pregiudizi, paure, miti, ossessioni che affondano le radici negli eventi del IV secolo d.C., quando la Chiesa cristiana trionfante, divenuta puntello essenziale del traballante Impero romano, proclamò la divinità dell’ebreo Gesù, che era stato condannato a morte dai romani in quanto aspirante al trono del regno di Giuda. L’identificazione di Gesù con Dio negava sostanzialmente l’ebraicità di Gesù, mai messa in dubbio dai santi fondatori del Cristianesimo, ed accusava gli ebrei stessi – non più i romani – dell’uccisione di Gesù-Dio. Di qui all’identificazione degli ebrei con Satana il passo era ormai brevissimo, e venne compiuto da san Giovanni Crisostomo, orrendo predicatore di odio, prima che il IV secolo finisse, pochi decenni prima che i barbari saccheggiassero Roma per la prima volta.
In questo seminario tenuto allo Shalem Center, Haviv Rettig Gur narra la nascita dello Stato di Israele come rifugio di profughi in fuga, a partire dalle persecuzioni iniziate in Europa negli ultimi 25 anni del 1800.