Il 'nuovo' antisemitismo
Parte II – L’antisemitismo nazista e il mondo arabo

12/05/2015

Durante la guerra mondiale il Mufti di Gerusalemme, Amin al-Husayn, futuro capo dei Fratelli Musulmani in Palestina, era stato un fervente alleato dei nazisti, aveva arruolato milizie islamiche per combattere insieme ai nazisti durante la seconda guerra mondiale, con lo slogan «Uccidi gli Ebrei dove li trovi, per l’amore di Dio, della Storia, della Religione».   Il nazismo aveva svolto un’opera capillare di propaganda ideologica fra gli Arabi, per indurli a ribellarsi contro Inglesi e Francesi, e aprire alla Germania la via di accesso alle colonie inglesi e francesi in Asia e Africa.  Durante la Guerra Fredda l’Occidente si servì proprio degli islamici formati, arruolati e addestrati dai nazisti per formare gruppi, finanziati dapprima attraverso i Fratelli Musulmani in Germania, poi dai Sauditi, per alimentare ribellioni anti-sovietiche nel Caucaso, in Asia Centrale e infine in Afghanistan.

Il “nuovo” antisemitismo in Europa è il vecchio antisemitismo europeo esportato nel mondo islamico,  fuso con l’antisemitismo di origine coranica, caricato di valenze politiche anticolonialiste e riesportato in Occidente sotto forma di sostegno alla causa palestinese e di ‘critica’ di Israele.  In questo discorso televisivo di un esponente di Hamas i due filoni dell’antisemitismo si fondono insieme a dimostrazione che gli Ebrei sono malvagi per natura e vanno distrutti, per distruggere la loro grande potenza e l’abilità nel complotto, documentata dai Protocolli dei Savi di Sion.  I Protocolli dei Savi di Sion, il testo classico dell’antisemitismo europeo, utilizzato per giustificare lo sterminio degli Ebrei in Europa, fu tradotto in arabo per la prima volta nel 1926. Seguirono molte altre edizioni. Oggi è adottato come testo per l’educazione dei giovani da Hamas in Palestina e dai Sauditi nel loro regno. Fino a poco tempo fa l’Arabia Saudita ne regalava una copia ai passeggeri in transito all’aeroporto internazionale.  Nel 2002 l'Egitto trasmise sulle reti televisive in lingua araba Fares Bela Gewad, Un cavaliere senza cavallo, "dramma storico" in 41 parti in gran parte basato sui Protocolli. L’anno successivo la televisione siriana produsse la serie al-Shatat, trasmessa anche dalla televisione libanese e da quella giordana, in cui si vedono gli Ebrei compiere ogni sorta di nefandezza, fino a uccidere un bambino per fare col suo sangue il pane pasquale.

L’accusa del sangue, cioè l’accusa agli Ebrei di uccidere bambini e innocenti per berne il sangue, è alla base della Shoah:  ripetuta in mille forme diverse per secoli, seminò un tale orrore per gli Ebrei in masse di Europei dotati di scarso spirito critico, che quasi nessuno si attivò per contrastare la loro persecuzione.  Le brave persone in cuor loro pensavano: “Ma come potremmo fermare altrimenti gente così pericolosa?”.

Da circa 20 anni il tema degli Ebrei assetati di sangue innocente, mangiatori di bambini, cannibali e vampiri, è stato ripreso e usato quotidianamente non soltanto nel mondo arabo, ma nella propaganda filo- palestinese in tutto il mondo. L’accusa del sangue dell’antico antisemitismo assassino è venduta ogni giorno come ‘critica’ di Israele. Soltanto le campagne antisemite naziste si possono paragonare alle campagne odierne contro Israele, anche perché usano gli stessi temi. Innanzi tutto l’accusa del sangue ripetuta ossessivamente, con calunnie di ogni tipo che la stampa internazionale, influenzata da antichi pregiudizi e dalla simpatia per la causa palestinese, talora riprende sotto forma di giustificazione per le campagne di boicottaggio e di condanna.

Tornano anche le orrende fattezze dell’iconografia antisemita del passato europeo, riesumate nei campus universitari dell’Occidente intero e presentate come meritorie campagne pro-Palestina. Questi manifesti, che si presentano come pro-Palestina, sono esplicitamente antisemiti: è l’orrendo Ebreo della tradizione antisemita europea, ora impersonato dalla forza militare israeliana, che fa pesare le vittime della Shoah più di tutte le altre vittime della storia, così può uccidere impunemente i bambini usando Israele come un pugnale.

L’iconografia antisemita araba e islamica riprende e ripete anche tutti gli altri temi delle campagne antisemite naziste.  Israele − piccolissimo paese quasi invisibile sulle carte geografiche − è accusato di dominare il mondo, secondo il vecchio stereotipo antisemita della straordinaria potenza e ricchezza degli Ebrei, che manovrerebbe i potenti. C’è poi la solita rappresentazione antisemita degli Ebrei come serpenti, ragni, scorpioni, piovre, topi, idre, maiali…  E torna persino l’accusa contro il Talmud. 

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