Machloket, chiave della cultura ebraica e della migliore didattica

23/02/2024

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Machloket è la discussione, di solito molto complessa, nella quale vengono espresse varie e contrastanti opinioni, che naturalmente possono portare a conclusioni anche diametralmente opposte.

Tuttavia nella cultura ebraica una conclusione deve sempre scaturire dalla discussione. Nei testi della cultura rabbinica però la discussione diventa quasi più importante della conclusione e della decisione finale.

Proprio queste discussioni sono riportate nel Talmud, perché le diverse logiche di ogni maestro vengano studiate e capite da ogni generazione, prima di procedere vuoi all’accettazione della decisione finale vuoi a una possibile rimessa in discussione della decisione finale.

Proprio perché il Talmud presenta in ogni pagina le diverse logiche adottate da diversi grandi maestri nel discutere uno stesso testo, il Talmud è oggi usato per far capire la diversità dei molti sistemi logici possibili agli studenti di matematica e di informatica nelle scuole superiori della Corea del sud.

La machloket ha sette regole ferree, tuttavia, che riassumono anche i valori fondanti la dottrina sociale e giuridica ebraica:

- L’opinione della ‘controparte’ deve sempre essere approfondita e compresa a fondo; questo porta a non sottovalutare mai le idee diverse dalla propria ma, al contrario, a comprenderle e valorizzarle;

- Ogni parola ha il suo valore e ogni piccolo dettaglio deve essere compreso;

- Tutto può e deve essere messo in discussione, ma la discussione stessa deve rispettare le regole stabilite e concordate a priori;

- Ogni tesi deve essere dimostrata e neanche il più grande dei rabbini ha la facoltà di pronunciare regole arbitrarie; la grandezza dei maestri comporta la creatività e la capacità di dimostrare le proprie tesi attraverso l’approfondimento e il collegamento delle fonti;

- Anche una discussione apparentemente ‘tecnica’ e concentrata su di un semplice dettaglio di una regola comportamentale può comportare la rimessa in discussione di valori etici e morali di importanza universale;

- La discussione non deve allontanare e dividere il popolo (o gli studenti), ma deve avvicinare e unire;

- I grandi principi filosofici passano attraverso il comportamento e i dettagli della vita quotidiana;

 

Dobbiamo questi concetti e queste parole a una lezione di Rav Ariel Finzi. Li passiamo volentieri a chi vuole approfondire, eventualmente tramite seminari esplicitamente organizzati dalla Comunità ebraica, ma soprattutto a chi insegna, perché queste regole costituiscono anche la base per una didattica attiva, capace di sviluppare creatività, indipendenza di pensiero e capacità di collaborazione, sempre nel rispetto di regole basilari.

Invitiamo a riflettere su questi concetti chi si chiede ‘ma perché ‘sti ebrei sono sempre stati odiati e perseguitati?’  Rispondiamo, all’ebraica, con un’altra domanda: come può un regime autoritario, qualunque sia la sua natura, accettare tale libertà di pensiero, tale anti-autoritarismo? Il pensiero ebraico è sempre stato ed è un pericolo per qualunque autocrate, nega il valore di qualunque dogma, mette in discussione qualunque ideologia.

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