Summit a Mosca fra Stati Uniti e Russia

08/07/2009

Il 6 luglio 2009 il presidente americano Barack Obama si reca in visita a Mosca per un incontro di tre giorni. Sono molti i paesi che osservano con attenzione l’evoluzione della situazione, in primis Turchia, Polonia, Germania e Iran, la cui politica estera futura dipenderà dall’esito del meeting.
 
1)    Per la Germania la Russia è sempre stata una minaccia a causa della geografia e della dipendenza energetica. Non esistono infatti barriere naturali fra i due paesi - infatti storicamente i due paesi hanno sono entrati più volte in competizione per il controllo, economico o militare, dei paesi dell’Europa orientale che si trovano incastonati fra le due potenze. Attualmente la Germania dipende fortemente dal gas russo, fondamentale per il funzionamento del sistema manifatturiero tedesco.
Per questa ragione Berlino ha cercato di frenare i tentativi di allargare la NATO negli ex paesi sovietici e ha reagito in maniera mite all’invasione russa della Georgia nell’agosto del 2008. Dal canto suo la Russia ha restituito il favore assicurandole la continuità dei rifornimenti energetici – mettendola al riparo dai tagli effettuati contro l’Ucraina - e offrendosi di aiutare l’azienda automobilistica Opel.  
 
2)    La Polonia, trovandosi fra la Germania e la Russia, si sente in qualche modo in trappola e per questo è alla continua ricerca dell’aiuto di una potenza straniera – in passato il Regno Unito, ora gli Stati Uniti – per non soccombere sotto il peso dei propri vicini. Varsavia osserva con interesse l’attuale meeting perché vuole capire quale decisione prenderà Obama sul sistema di difesa antimissilistico (Ballistic Missile Defense, BMD), che gli Stati Uniti dovrebbero dispiegare in Polonia e in Repubblica Ceca. In cambio delle concessioni di Mosca – sui rifornimenti verso le truppe in Afghanistan (vedi link) e sul riconoscimento della sua sfera d’influenza - Obama potrebbe decidere di fare marcia indietro, costringendo Varsavia a elaborare una nuova strategia di riavvicinamento alla Russia.
 
3)    La Turchia è un importante membro della NATO, ma dipende in larga parte dal gas russo e non ha nessuna intenzione di scontrarsi con il Cremlino. Al momento Ankara sta cercando di consolidare la propria posizione in Medio Oriente e nel Caucaso, ma agito oculatamente per non attirare le ire di Mosca – infatti il riavvicinamento fra Turchia e Armenia, storico alleato della Russia, ha avuto la benedizione del Cremlino. L’Europa spera che un giorno la Turchia diventi un corridoio energetico per il gas proveniente dall’Asia centrale e dalle regione del Mar Caspio, in modo da svincolarsi dalla dipendenza dalla Russia. Per ora Ankara tiene aperte tutte le porte per ottenere il massimo guadagno, cercando di mantenere un alto livello di autonomia sia nelle relazioni con Mosca che con gli Stati Uniti.
 
4)    L’Iran e la Russia hanno sempre avuto una relazione ambigua, nonostante più volte si siano alleati in chiave antioccidentale. La Russia ha appoggiato la costruzione degli impianti nucleari di Busher (in Iran), ha minacciato più volte di vendere tecnologia militare avanzata alla Repubblica Islamica e ha bloccato in più occasioni le sanzioni economiche contro l’Iran avanzate dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Di fatto Mosca si serve dell’Iran per ricattare l’Occidente e raggiungere i propri obiettivi. Ora gli Stati Uniti vogliono spingere la Russia ad interrompere la collaborazione con l’Iran, ma Putin chiederà senz’altro qualcosa di importante in cambio. 


A cura di Davide Meinero
 
   

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