Grecia
il terrorismo ritorna

07/07/2009

Il terrorismo‘classico’ che uccide persone considerate simboli del potere durante le propria routine di lavoro e di rientro a casa, è  nuovamente attivo e pericoloso in Grecia. L’attuale crisi finanziaria ed economica viene spesso presentata in Grecia come ‘colpa’ degli USA e delle aziende e banche multinazionali. Questo ha probabilmente ridato vigore a gruppuscoli estremisti che si rifanno all'esempio e alle pratiche  del gruppo terroristico N-17 (in greco EA), che negli anni ‘70 e ‘80  uccise diplomatici, poliziotti e imprenditori.   
 
Gli eredi della EA (N-17) hanno condotto numerosi attacchi in occasione delle Olimpiadi di Atene del 2004. Da allora sono andati aumentando di audacia: nel 2007 ci furono 4 attacchi, nel 2008 ce ne furono 10, e nel 2009 sono già 16. L’ultimo atto terroristico è stato l'assassinio di Nektarios Savas, poliziotto del gruppo anti-terrorismo, ucciso il 17 giugno davanti all'abitazione di una testimone sotto protezione, che era in casa e non è stata toccata. 
Le tattiche di questi ‘nuovi’ terroristi  sono quelle  ‘classiche’ del terrorismo europeo dei gruppuscoli degli anni ‘70, quelle usate anche dalle  Brigate Rosse italiane. Gli obbiettivi paiono  essere quelli ‘classici’: poliziotti rappresentanti lo Stato, e rappresentati di aziende e di stati esteri.
È ragionevole temere che l'esempio greco dia nuovo impulso ad altri gruppuscoli in altri paesi europei. In  tempi di crisi economica i gruppi estremisti hanno maggiore facilità a fomentare odio e ribellioni contro chi viene additato come responsabile dei mali della popolazione.

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