Il Libano fra Iran e Arabia Saudita

11/11/2017

Da 35 anni Iran e Arabia Saudita alimentano una specie di guerra per procura in Libano, che durante la guerra civile siriana si è acquietata, ma ora potrebbe riprendere.

Il 4 novembre 2017 il primo ministro libanese Saad Hariri ha annunciato le dimissioni, e l’ha fatto durante un soggiorno in Arabia Saudita, criticando l’Iran per l’ingerenza negli affari interni libanesi tramite gli Hezbollah. Hariri è il capo di un partito sunnita moderato, non islamista, tradizionalmente sostenuto dai Sauditi, molto indebolito dagli eventi degli ultimi 15 anni. Il giorno successivo un ministro saudita ha accusato il Libano di volere la guerra con l’Arabia, quindi il governo saudita ha avvisato tutti i suoi cittadini presenti in Libano di lasciare subito il paese.

Il Libano è diviso fra sciiti, sunniti, cristiani e drusi. Le quattro comunità religiose si sono combattute per 15 anni in guerre civili terminate con un accordo di spartizione del potere nel 1989. L’accordo fu patrocinato da Iran e Arabia Saudita e attribuì alla Siria doveri e poteri di supervisione dell’applicazione dell’accordo. Nel decennio successivo si sviluppò Hezbollah, una milizia armata sciita islamista sostenuta da Siria e Iran, che ora controlla il paese ed è più numerosa e meglio armata dello stesso esercito libanese.

La ribellione del 2011 dei Siriani contro il loro governo costituì per i Sauditi l’occasione per indebolire il rivale di sempre, l’Iran, facendo cadere il governo filo iraniano in Siria e indebolendo Hezbollah in Libano. Ma dopo sei anni di guerra civile ora Assad ha vinto, proprio grazie all’Iran e agli Hezbollah, oltre che alla Russia. L’Arabia Saudita ha perso la partita, ma tenta di riaprirla su di un altro scacchiere. Fino a ieri il Libano è rimasto fuori della guerra civile, perché costituiva una base logistica e un rifugio per i combattenti in Siria, che tutti i contendenti avevano interesse a mantenere come zona franca, ma ora lo scontro si allarga al Libano, per ora verbalmente. Seguiranno i fatti? L’Arabia Saudita è in posizione estremamente rischiosa.

 

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