L’islamismo, o l’ideologia del ritorno a una realtà…. mai esistita

19/04/2017

Tutti gli stati a maggioranza islamica fanno oggi il possibile per mostrare di essere buone realizzazioni statali dei principi morali islamici, anche se non tutti si auto-definiscono stati islamici né fanno esplicito riferimento alla sharia. Soltanto Iran, Afghanistan, Pakistan e Mauritania si definiscono ufficialmente repubbliche islamiche. Neppure l’Arabia Saudita fa esplicito riferimento alla sharia come diritto dello stato. La maggioranza degli stati di popolazione islamica contengono nel loro ordinamento l’affermazione che norme e leggi non saranno in contrasto con le norme del Corano e della vita del Profeta, ma non attribuiscono ai religiosi né il potere legislativo né quello esecutivo.

Oggi gli islamisti predicano il ritorno al Califfato, descritto come stato basato sulla legge religiosa, perché non conoscono la storia: il Califfato si ispirava all’islam, ma il potere fu sempre secolare e dinastico. Furono i Fratelli Musulmani i primi a sostenere che lo stato deve essere fondato sulla legge islamica. Gli stessi conquistatori arabi dei primi secoli non istituirono mai stati di diritto islamico. Le popolazioni conquistate potevano mantenere le proprie abitudini di vita e le proprie religioni, ma così facendo avevano l’obbligo di pagare pesanti tasse e fornire schiavi per il lavoro e per la guerra. I musulmani invece non pagavano tasse e non venivano fatti schiavi, e questo fu un incentivo potente alla conversione dei popoli assoggettati.

Oggi le popolazioni del mondo islamico sono lacerate fra la fedeltà al potere secolare che li governa e la convinzione che gli islamici debbano vivere soltanto in stati di diritto islamico, che però non si sa come debbano essere, dato che la tradizione storica non ne fornisce che pochi esempi molto recenti. Nel passato gli stati del mondo islamico erano semplicemente stati dinastici di cultura islamica: non c’era neppure l’idea che i singoli sudditi potessero avere pari diritti, indipendentemente dall’appartenenza all’una o all’altra comunità religiosa. I diritti nella storia degli stati sono sempre stati riconosciuti alle comunità, non alle singole persone in quanto tali, fino in epoca molto recente e soltanto in Occidente. Perciò oggi ogni gruppo islamista concepisce a modo proprio lo stato islamico: l’unica convinzione comune è che gli stati secolari siano stati imposti dagli Europei in epoca coloniale. Non ci sono tradizioni storiche cui far ritorno, che vedano l’applicazione delle leggi islamiche a ogni aspetto della vita quotidiana: gli orrori del Califfato Islamico (Daesh o ISIS) sono frutto di una utopia barbarica, cioè priva di storia e di tradizioni.

La laicità dello stato e il diritto della persona in quanto tale sono il prodotto del Rinascimento, della Riforma, dell’Illuminismo, cioè di un percorso storico e culturale che è unicamente occidentale. Larga parte del mondo islamico, che non ha conosciuto questo percorso storico, oggi rifiuta la laicità. Ma potrebbe recuperare altre forme secolari di stato, pur all’interno della cultura islamica, che permettano il confronto con altre culture e altre forme di stato, che non sia soltanto scontro.

 

 

Non ci sono tradizioni storiche cui far ritorno, che vedano l’applicazione delle leggi islamiche a ogni aspetto della vita quotidiana: gli orrori del Califfato Islamico sono frutto di una utopia barbarica, cioè priva di storia e di tradizioni

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