Memo per il 2016:
le riforme!

21/12/2015

L’Italia non ha la percentuale più alta di debito pubblico in Europa rispetto al PIL, perché la Grecia ci batte. Le banche Italiane non hanno la percentuale più alta di crediti in sofferenza rispetto al PIL, perché Cipro e l’Irlanda ci battono (vedasi la tabella a fianco).

Ma in termini assoluti noi siamo il maggiore pericolo finanziario in Europa, per noi stessi e per gli altri: il nostro debito pubblico di 2,3 trilioni (cioè 2,3 milioni di milioni!) di euro fa parere un’inezia quello dei Greci, che è di ‘soli’ 392 miliardi. I crediti in sofferenza delle nostre banche hanno raggiunto un volume di circa 330 miliardi di Euro, cioè sono più che triplicati rispetto al 2008, con grave pericolo per la solidità delle nostre banche (vedasi tabella).

Ci salvano dal tracollo il quantitative easing della BCE, che permette sia allo stato sia alle banche di finanziarsi a bassissimo costo quasi senza limiti, e il basso costo del petrolio e delle altre materie prime di cui siamo importatori. Ma sono condizioni temporanee, che dipendono da fattori esterni, non da noi.  La crisi economica continua, la disoccupazione rimane alta, il governo non riesce a tagliare la spesa.  Occorre che acceleriamo le riforme per eliminare gli ostacoli all’imprenditoria; occorre che tagliamo i costi e i tempi della burocrazia; occorre che investiamo in strutture e in educazione – senza lasciarci distrarre dagli eventi occasionali. 

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