La geopolitica dell'Europa
parte III - La dinamica fra popoli di pianura e popoli di mare in Europa

19/06/2015

Osservando la mappa, notiamo che che l’Europa è geograficamente divisa in due parti: l’Europa del Sud ha una conformazione territoriale prevalentemente montuosa; l’Europa del Nord è prevalentemente pianura fertile. Una miriade di valli collegano la pianura del nord all’Europa del Sud, favorendo i commerci e gli scambi fra i popoli, o permettendo invasioni di territorio. Ma le catene montuose hanno anche costituito un ostacolo all'unificazione e hanno favorito lo sviluppo di lingue diverse, tradizioni locali dverse, sistemi politici diversi, sempe in contrasto con gli sforzi unificanti degli imperi e della Chiesa.

Le civiltà di pianura, prevalentemente agrarie, e le civiltà che si sviluppano prevalentemente sul mare tendono ad avere caratteristiche diverse. L’organizzazione della produzione agricola e della conservazione dei raccolti favorisce strutture di governo centralizzate e fortemente burocratizzate, come abbiamo già visto. Ma ancora più determinante nell’organizzazione delle società di pianura è la vulnerabilità alle invasioni, se mancano confini naturali facilmente difendibili: catene di montagne, grandi deserti o mari.

I popoli di pianura hanno sempre creato stati centralizzati ed eserciti molto forti non soltanto per respingere gli invasori, ma anche per conquistare i territori vicini, fino a raggiungere confini naturali sicuri, oppure fino ad acquisire quella che si chiama profondità strategica, cioè il controllo di una estensione tale di territorio fra sé e i potenziali invasori, che i nemici possono essere affrontati e respinti sul territorio di terzi, prima che arrivino nel cuore del proprio territorio.

Così ad esempio gli Han in Asia, cioè i Cinesi, hanno sempre dedicato tutte le risorse a mantenere il controllo sulle regioni steppose o desertiche o montagnose alle loro spalle, per evitare la sorpresa di un’invasione della propria fertile pianura. Per riuscire a mantenere il controllo su un territorio così esteso hanno sempre rinunciato a espandersi via mare. Così avvenne che la storia del mondo fu influenzata molto più dai piccoli popoli d’Europa che dal grandissimo e civilissimo popolo cinese.

La storia europea ha sempre conosciuto la pressione dei popoli provenienti da est, cioè dall’Asia, sulla parte mediterranea e occidentale d’Europa, e guerre frequenti fra i popoli della grande pianura europea.  L’impero di Roma dovette sempre combattere contro i barbari sulla frontiera a Est del Reno, e fu infine distrutto dalle invasioni avvenute via terra. Sopravvisse l’impero romano d’Oriente a Bisanzio, ma ondate di invasioni da nord e di guerre con i popoli dell’est lo indebolirono, togliendogli tutte le pianure fertili dei Balcani, finchè fu facilmente distrutto dai Turchi.

Dopo la caduta di Roma i Franchi diedero origine all’impero Carolingio, da cui nacquero la Francia a Ovest e il Sacro Romano impero a Est. Entrambi tentarono per secoli di unificare sotto un unico dominio i popoli della grande pianura del nord, senza mai riuscirci. Tentò l’operazione di nuovo Napoleone nel primo 1800, ma fu sconfitto dalla coalizione dei popoli della grande pianura europea, aiutata dall’Inghilterra, potenza di mare, la quale temeva che una Francia forte sia sul mare sia sulla grande pianura avrebbe sconfitto e sottomesso anche gli Inglesi.

A partire dal tardo ‘800 ci riprovarono i Tedeschi, unificati nel secondo Reich, che invasero la Francia nel 1871, annessero l’Alsazia Lorena, poi scatenarono altre due guerre contro i popoli confinanti nel corso del 1900: così l’Europa conobbe la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Ma tutti i tentativi tedeschi di unificare sotto la propria egemonia la grande pianura europea si infransero contro l’opposizione di grandi coalizioni di potenze di terra e di mare.

La potenza di terra che resistette sempre fu la Russia. La Russia è una tipica potenza di terra: per difendere il “cuore” dell’impero nella regione pianeggiante intorno a Mosca ha continuato a espandere i confini fino a raggiungere barriere naturali. Ma lungo la grande pianura europea a ovest ha sempre incontrato resistenza da altre popolazioni, sulle quali ha sempre cercato di esercitare egemonia e controllo militare, per ottenere profondità strategica.

Il popolo europeo di pianura dalla storia più tragica è il popolo polacco, che non ha un territorio con confini definiti e difendibili né ad est né ad ovest, e fu sempre vittima di invasioni da entrambe le direzioni. Schiacciata fra gli imperi e ripetutamente invasa e smembrata a est e ovest, la Polonia scomparve dalle mappe geografiche più volte nella storia – in particolare alla fine del 1700, quando venne spartita fra Prussia, Impero Asburgico e Russia, e poi nuovamente durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu spartita fra Germania nazista e Unione Sovietica.

Oggi larga parte dei popoli della grande pianura europea sono legati insieme nell’Unione Europea, che include anche quasi tutta l’Europa mediterranea e quella atlantica: 28 paesi uniti da accordi comuni, da legislazioni armonizzate, dal rispetto di principi comuni, anche se i rapporti con la Russia sono ancora caratterizzati da reciproca diffidenza. L’Ucraina e la Moldavia, zone di frontiera fra l’Unione Europea e la sfera d’influenza russa, sono internamente instabili, a rischio di guerra civile.

Stiamo assistendo a una nuova fase della storia d’Europa. È la prima volta che si tenta di unificare l’Europa in modo pacifico.  Come andrà a finire?  È una grande scommessa.

 

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