L'Iran ha troppa influenza sull'Iraq

06/05/2010

Il 4 maggio 2010 la Repubblica Islamica ha segnato un punto a proprio favore annunciando che le due coalizioni sciite in Iraq hanno deciso di costituire un unico gruppo parlamentare.
Questa notizia rischia di avere grave ripercussioni per Washington e i suoi alleati nella regione.
 
Alle scorse elezioni l’ex primo ministro ad interim Iyad Allawi, a capo della coalizione sunnita al-Iraqiya, ha ottenuto 91 seggi, il primo ministro Nouri al-Maliki, a capo di una coalizione sciita, ha ottenuto 89 seggi, il blocco sciita spalleggiato dall’Iran, l’Alleanza Nazionale Irachena (ANI), ha ottenuto 80 seggi e infine la coalizione curda 43 seggi.
 
Unendosi  le due componenti sciite dell’Iraq possono formare un esecutivo monocolore sciita ed escludere la coalizione sunnita – che ha ottenuto la maggioranza – dal governo del paese. Uno scenario simile non potrebbe che allarmare Stati Uniti, Arabia Saudita, e Turchia perché l’Iraq finirebbe nelle mani degli Iraniani. 
 
Washington vorrebbe ritirare metà del contingente entro i prossimi tre mesi, ma deve prima assicurarsi che in Medio Oriente l’equilibrio arabo-persiano non venga meno e che i Sunniti non vengano estromessi dal governo del paese, altrimenti potrebbero imbracciare le armi e ravvivare la ribellione. Teheran farà di tutto per creare problemi  agli USA, specialmente ora che è chiaro che l’amministrazione americana non ha la possibilità né di imporre sanzioni significative né di lanciare una nuova campagna militare in Medio Oriente.
 
D’altra parte la Repubblica Islamica non vede l’ora che le truppe statunitensi si ritirino dalla regione, ma deve assicurarsi che gli USA non si ripresentino a breve per scagliare un attacco contro gli impianti nucleari iraniani. Per ottenere questo, deve convincere gli Americani a riconoscere il suo ruolo egemone nel Golfo Persico.
 
È dunque probabile che Teheran ricorra a mezzi violenti per attirare l’attenzione degli USA nella regione, ad esempio estromettendo i Sunniti dal governo iracheno, aumentando la retorica sulla questione nucleare, aizzando i Talebani contro le truppe della coalizione e intensificando gli aiuti alle cellule sciite armate nella regione (come Hezbollah). La Repubblica Islamica si servirà di ogni arma a sua disposizione per fomentare il caos nella regione fino a quando gli Stati Uniti non accetteranno di lasciare il paese alle condizioni volute dal regime iraniano.
 
A cura di Davide Meinero
  
 

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