Turchia
scontro fra governo ed esercito

31/12/2009

30 dicembre 2009   Lo scontro fra l’esercito e il governo guidato dal partito islamico Giustizia e Sviluppo (AK) si è fatto più acceso negli ultimi giorni, specialmente dopo che la polizia il 19 dicembre scorso ha arrestato due ufficiali dell’esercito con l’accusa di voler assassinare il vice primo ministro Bulent Arinc.   Attualmente il governo e l’esercito sono ai ferri corti, e il partito AK sta facendo di tutto per limitare l’influenza dei militari - che da sempre si considerano guardiani della laicità dello stato turco. Per intimidire l’esercito l’AK si serve della scottante indagine Ergenekom - avviata nel 2007 - in cui risultano coinvolti numerosi ufficiali di alto rango, giornalisti e intellettuali antigovernativi accusati di aver organizzato un complotto per rovesciare il governo in carica. L’AK gode di un vasto appoggio popolare e controlla buona parte dell’economia, quindi l’esercito fatica a reggere il passo.   L’iniziativa curda   L’estate scorsa il governo ha lanciato “l’iniziativa curda”, un programma volto al riconoscimento dell’identità e della lingua curda con lo scopo di garantire una migliore istruzione ai circa 12 milioni di Curdi che vivono in Turchia - e quindi rubare terreno ai terroristi del Partito dei Lavoratori Curdo (PKK). L’AK vuole risolvere la questione con mezzi democratici per evitare che l’esercito intervenga nella politica facendo leva sul “pericolo curdo”. L’iniziativa ha riscontrato il primo importante successo a ottobre, quando 34 Curdi, fra cui 8 membri del PKK,  nascosti nelle montagne Qandil e a Campo Maghmur, nell’Iraq settentrionale, si sono arresi alle autorità turche su richiesta del leader del PKK Abdullah Ocalan, attualmente in carcere. Ma la situazione è degenerata quando il Partito Social Democratico (DTP) filo-curdo ha organizzato una manifestazione in favore dei 34 destando l’ira di molti Turchi, che hanno accusato l’AK di stringere patti con i terroristi. I partiti di opposizione hanno colto l’occasione al volo e si sono schierati contro l’iniziativa dell’AK. La tensione è poi ulteriormente salita quando la Corte Costituzionale Turca l’11 dicembre 2009 ha deciso di sciogliere il DTP e di allontanare due suoi leader dalla politica per cinque anni per i loro presunti legami con Ocalan e il PKK. In risposta gruppi di manifestanti curdi si sono riversati nelle strade per protestare ed è esplosa la violenza etnica fra Curdi e Turchi in diverse città.  Il generale Ilker Basbug, comandante delle forze armate, ha dichiarato di essere pronto ad intervenire, ribadendo che l’esercito non poteva chiudere gli occhi di fronte all’aumento della violenza settaria. Fortunatamente il DTP ha trovato un escamotage per aggirare la decisione della Corte Costituzionale e rimanere in parlamento con un nuovo nome, il Partito della Pace e della Democrazia (BDP) – su consiglio di Ocalan – e le proteste sono così cessate.   L’AK elimina l’opposizione   Frattanto l’AK ha cercato di eliminare i suoi rivali politici nella Turchia sudorientale – ad alta densità curda. Alle elezioni del 2011 l’AK dovrà scontrarsi con i partiti curdi, ed ha perciò iniziato a indebolirne la dirigenza politica, facendo però attenzione a non spingere i Curdi a schierarsi con i terroristi del PKK. A questo scopo l’AK il 25 dicembre ha fatto arrestare 80 politici e sindaci accusandoli di intrattenere legami con il PKK.   L’AK ha poi rivolto l’attenzione all’esercito, specialmente dopo l’arresto dei due presunti attentatori del 19 dicembre, entrambi membri dell’esercito, fermati su di un’automobile vicino alla casa del vice primo ministro Bulenc Arinc (importante figura all’interno dell’AK).  L’esercito turco ha dichiarato che i due soldati si trovavano in quella zona per compiere indagini su di un ufficiale che probabilmente passava informazioni militari a terzi. Il 25 dicembre però la polizia e il pubblico ministero hanno avviato un’indagine senza precedenti all’interno dell’ufficio delle Forze Armate Speciali dell’esercito turco. È la prima volta nella storia della Turchia moderna che un pubblico ministero e la polizia investigano su un ramo militare così importante. Durante le indagini sono stati arrestati otto soldati e sono stati prelevati tutti i dati dai computer. Di fatto questo indica che l’autorità civile sta prendendo il sopravvento sull’autorità militare –  e che l’AK ha infiltrato propri sostenitori nella polizia e nei servizi segreti turchi.   Poche ore dopo l’avvio dell’indagine il primo ministro Recep Tayyp Erdogan ha incontrato Basbug e il comandante delle truppe di terra, Isil Kosaner (che rimpiazzerà Basbug fra nove mesi), probabilmente per trovare un accordo. Per quanto l’esercito sfrutti i punti deboli dell’iniziativa curda per contrastare il governo e riappropriarsi degli spazi persi, il partito AK sembra avere il controllo della situazione e non permetterà ai militari di mettere a repentaglio il suo potere.      A cura di Davide Meinero

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