Siamo partiti dalla domanda che la Shoah pone a tutti:
‘Come è stato possibile? Come è stato possibile che al culmine della loro millenaria storia i civilissimi cittadini d’Europa - cioè NOI, le nostre società - si siano alacremente dedicati all’assassinio di massa dei propri concittadini?’
Abbiamo riscontrato che nelle iniziative didattiche per il Giorno della Memoria l’attenzione è per lo più concentrata sulle vittime - cosa lodevolissima se alimenta la consapevolezza che noi e gli altri siamo persone ugualmente appartenenti alla famiglia umana, non siamo pericolosi nemici l’uno dell’altro.
Ma un minimo di indagine ci ha obbligato a riconoscere che in molti ragazzi nasce una reazione difensiva (certamente alimentata da pregiudizi assorbiti fuori della scuola) che li porta a pensare che in fin dei conti questi ebrei - o questi zingari, o questi omosessuali…- se la debbono essere meritata, se nessuno li ha mai potuti soffrire. Sì, sterminarli col gas forse è stata una reazione un po’eccessiva, ma ‘quelli’erano ricchi, erano avari, complottavano...O sono parassiti e non vogliono lavorare…O erano prepotenti e malvagi e appena li lasciamo fare diventano un pericolo…O sono immorali e contro natura, condannati da Dio….
Ha ragione Elena Loewenthal: la Shoah non è il problema storico ed umano delle vittime, ma dei carnefici e degli spettatori muti.
Abbiamo allora costruito un percorso che aiuti a capire:
· come nella Shoah confluiscono più filoni della millenaria storia europea;
· come e perché qualunque civiltà umana può arrivare ad esiti altrettanto aberranti, partendo dalla definizione di chi siamo noi, quale è il nostro rapporto con il divino, che cosa legittima chi comanda a comandare, su quale autorità poggiano le leggi…
Anche nell’offerta che più specificamente riguarda la Shoah abbiamo dato particolare importanza all’approfondimento della mentalità dei carnefici da un lato e dei giusti dall’altro.
Le ultime due parti dell’offerta didattica trattano delle conseguenze mondiali dell’esportazione nel mondo delle ideologie sviluppate in Europa fra il 1850 e il 1940, e di alcuni problemi di oggi, che richiedono ai ragazzi di ragionare e capire, senza lasciarsi troppo manipolare dall’esterno (e la manipolazione delle menti e dei cuori passa sempre attraverso il suscitar paure).