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Offerta Didattica - anno scolastico 2010-2011

Perché questa offerta?

Siamo partiti dalla domanda che la Shoah pone a tutti:
'Come è stato possibile? Come è stato possibile che al culmine della loro millenaria storia i civilissimi cittadini d’Europa - cioè NOI, le nostre società - si siano alacremente dedicati all’assassinio di massa dei propri concittadini?’
Il nazionalismo etnico e la modernità

Invito all'approfondimento

Il magnifico saggio del prof. Jerry Z. Muller (per leggerlo tradotto in italiano andare all'articolo) è un invito a riflettere sulla società e sulla storia politica europea, per meglio prevedere e comprendere ciò che sta avvenendo o potrebbe avvenire in vaste regioni del globo.
via Pietro Micca 15 - 10121 Torino - 011 440 70 16 - info@fondazioneCDF.it
Nuovo ambasciatore USA
in Siria
   

Il 3 febbraio 2010 Robert Ford, esperto di Medio Oriente ed ex inviato degli Stati Uniti in Algeria, è stato ufficialmente nominato ambasciatore a Damasco. Gli Stati Uniti avevano ritirato l’ambasciatore nel febbraio del 2005, due giorni dopo l’assassinio del primo ministro libanese Rafik al-Hariri.
 
Da allora gli Stati Uniti hanno continuato a negoziare con Damasco servendosi di mediatori sauditi, nella speranza di allontanare la Siria dall’Iran e spingerla a tagliare i ponti con Hezbollah, con Hamas e con i terroristi che alimentano la ribellione in Iraq. In cambio della collaborazione la Siria ha chiesto all’Occidente di riconoscere la sua egemonia sul Libano.
Il 2 febbraio scorso il ministro della difesa israeliano Ehud Barak durante un discorso ai comandanti dell’esercito israeliano ha dichiarato che “Israele ha interesse a firmare un accordo di pace con la Siria, perché se i negoziati fallissero, potrebbero esserci gravi conseguenze.”
 
Damasco ha proposto un incontro faccia a faccia fra diplomatici israeliani e siriani in Europa, ma prima Israele vuole che la Siria si impegni a bloccare i rifornimenti di armi a Hezbollah e non ponga precondizioni prima ancora di iniziare il dialogo. Anche Washington vuole avere dalla Siria alcune rassicurazioni su Iran e Iraq prima di sedersi al tavolo dei negoziati. Le trattative proseguiranno sicuramente ad un ritmo lento, ma il fatto che gli Stati Uniti abbiano deciso di inviare di nuovo un ambasciatore a Damasco lascia intendere che qualcosa è cambiato – e che quindi anche i negoziati fra Israele e Siria potrebbero fare progressi.
 
La Siria provvede costantemente a rassicurare Teheran ad ogni mossa accomodante nei confronti dell’Occidente, ma l’Iran e Hezbollah sono sempre più preoccupati di come sta evolvendo la situazione.