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Nuovo ambasciatore USA

in Siria

Il 3 febbraio 2010 Robert Ford, esperto di Medio Oriente ed ex inviato degli Stati Uniti in Algeria, è stato ufficialmente nominato ambasciatore a Damasco. Gli Stati Uniti avevano ritirato l’ambasciatore nel febbraio del 2005, due giorni dopo l’assassinio del primo ministro libanese Rafik al-Hariri.
 
Il nazionalismo etnico e la modernità

Invito all'approfondimento

Il magnifico saggio del prof. Jerry Z. Muller (per leggerlo tradotto in italiano andare all'articolo) è un invito a riflettere sulla società e sulla storia politica europea, per meglio prevedere e comprendere ciò che sta avvenendo o potrebbe avvenire in vaste regioni del globo.
via Pietro Micca 15 - 10121 Torino - 011 440 70 16 - info@fondazioneCDF.it
in Cina

L’inflazione sarà al centro delle discussioni della terza sessione plenaria dell’11° Congresso Nazionale del Popolo cinese (CNP) iniziato il 5 marzo 2010. Yin Zhongqin, vicepresidente del Comitato per gli Affari Economici e Finanziari del CNP, ha ammesso che nel mercato immobiliare cinese si è creata una preoccupante “bolla”.
sul primo ministro kazako
Il 3 marzo 2010 il primo ministro Karim Masimov è andato in Russia per incontrare il primo ministro Vladimir Putin e discutere della nuova unione doganale fra Russia, Kazakistan e Bielorussia.
in Pakistan e Afghanistan
Qui di seguito riportiamo alcuni passi di un discorso del generale Pervez Musharraf - presidente del Pakistan dal 1999 al 2008 – il 15 febbraio 2010 a Chatham House, Londra.
verrà applicata?
Il 3 marzo 2010 il governo Greco ha deciso tagli alla spesa pubblica per 2,4 miliardi di Euro, e  incrementi delle tasse per altri 2,4 miliardi di Euro.
Fra le misure prese ci sono l’aumento dell’Iva dal 19 al 21 %, la riduzione del 30% alle tredicesime e quattordicesime mensilità dei dipendenti pubblici.
in Medio Oriente
Il 26 febbraio 2010 Ely Karmon scrive su Haaretz che gli incontri recenti del governo iraniano con quello della Siria, con i capi di Hezbollah e quelli di Hamas, nonché le dichiarazioni rilasciate durante e dopo gli incontri da Ahmadinejad e da Assad, dimostrano che l’Iran ha un chiaro obiettivo strategico: scatenare una guerra in Medio Oriente prima che il Consiglio di Sicurezza prenda in esame sanzioni, e prima che siano gli Stati Uniti a concordare un’eventuale operazione militare con Israele contro l’Iran.