La battaglia per la Siria è forse a una svolta?

01/06/2022

Nonostante avesse sviluppato buone relazioni con l’Iran, Hafez Assad, padre dell’attuale dittatore siriano Bashar Assad, mantenne sempre stretti legami con i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, in particolare con l’Arabia Saudita, e agì da filtro regolatore dell’influenza dell’Iran in Libano. Il figlio Bashar cedette all’influenza iraniana dopo l’invasione americana dell’Iraq nel 2003. La rivolta del 2011 in Siria si ispirò alla ribellione contro Hosni Mubarak in Egitto, poiché la maggior parte dei sunniti siriani guardava ancora all’Egitto come a un modello culturale, politico e sociale e non apprezzava il crescente spadroneggiare dell’Iran. Bashar Assad chiese aiuto all’Iran per soffocare la ribellione e gli Iraniani approfittarono dell’opportunità per espandere la loro presenza, diretta o mediata dai loro alleati sciiti, a più di 600 località nel territorio detenuto dal regime.

Ma le forze iraniane non bastavano a schiacciare i ribelli, perciò Assad chiese l’aiuto dei Russi, che dal 2015 in poi hanno fornito un fondamentale supporto aereo al regime. I consiglieri militari russi cercarono anche di ricostruire l’esercito siriano, distrutto dalla guerra e dalle defezioni. Ma la corruzione e la mancanza di disciplina hanno impedito all’esercito siriano di riorganizzarsi. Il regime di Assad dipende ancora da Hezbollah e dalle milizie filo-iraniane per fornire il sostegno necessario alla Quarta Divisione, l’unica forza combattente rimasta fedele ad Assad.

Dall’invasione russa dell’Ucraina, Mosca ha ridistribuito le sue forze in Siria a protezione della sua base navale a Tartus e della sua base aerea di Hmeimim. Questo ha lasciato ancora maggiore spazio alle forze iraniane dell’IRGC. La mappa in testata mostra come le forze filo iraniane controllino oggi tutte le grandi strade siriane e abbiano basi in larga parte del paese. Il contributo della Russia è limitato ai raid aerei, che però spesso decidono l’esito delle battaglie. In particolare i caccia russi sorvolano le forze ribelli sostenute dalla Turchia nel nord della Siria e lanciano razzi per impedir loro di avvicinarsi alle forze di Assad.

L’Iran lavora a stretto contatto con le forze di sicurezza siriane per contrabbandare narcotici dalla Siria alla Giordania, da cui parte la distribuzione nei mercati dei paesi arabi, soprattutto nel Golfo. La partenza della polizia russa dalla zona ha accelerato le attività di contrabbando cui la Quarta Divisione del regime, comandata dal fratello di Assad, Maher, fornisce copertura. Il narcotico più popolare, contraffazione del Captagon, è prodotto in Siria. I droni trasportano l’eroina e le metanfetamine oltre il confine, pesantemente sorvegliato, e spesso si verificano scontri tra i trafficanti e l’esercito giordano. I Giordani hanno minacciato un’azione militare oltre confine se il governo siriano non terrà a freno i trafficanti.

La difficile situazione della Russia in Ucraina coincide con la pressione occidentale su Assad per realizzare la riconciliazione nazionale. Assad è sempre stato irremovibile nell’opposizione ad autentiche riforme politiche. Ha invece intrapreso una politica di cambiamento demografico, vietando il ritorno dei rifugiati e demolendo interi quartieri. Però i cambiamenti nell’ambiente internazionale stanno spingendo Assad a riconsiderare la sua riluttanza a trattare con l’opposizione. In questa chiave va visto l’inaspettato viaggio di Assad negli Emirati Arabi Uniti lo scorso marzo. I paesi arabi premono su Assad per un accordo di compromesso che tolga spazio politico all’Iran e ne blocchi l’infiltrazione in tutto il Medio Oriente. Un accordo su una nuova costituzione potrebbe aiutare la Siria a porre fine alla guerra civile durata già undici anni e ripristinare le relazioni con la Turchia e i paesi arabi, in particolare l’Arabia Saudita.

L’invasione dell’Ucraina sta trascinando il Medio Oriente nel confronto fra Europa e Russia, nonostante la speranza dei leader regionali di mantenere la neutralità. Ora che l’Europa cerca di superare la dipendenza dall’energia russa, l’accesso all’energia del Medio Oriente diventa molto più importante. Assad avrebbe il sostegno sia dell’Europa sia della maggior parte dei regimi arabi se raggiungesse un accordo con la Turchia per accelerare gli investimenti internazionali nella ricostruzione postbellica della Siria.

Arabi e Israeliani non possono tollerare la massiccia presenza dell’Iran in Siria e credono che la fine del conflitto si possa raggiungere soltanto ponendo fine all’egemonia di Teheran. Gli attacchi israeliani alle posizioni iraniane in Siria sono aumentati dall’inizio della guerra in Ucraina. Il regime di Assad protesta molto debolmente, dando l’impressione di essere favorevole agli attacchi. Forse Assad inizia a rendersi conto che l’Iran ha minato la sovranità siriana e sabota le sue relazioni con il mondo arabo, ma un’alternativa è possibile. 

Forse Assad inizia a rendersi conto che l’Iran ha minato la sovranità siriana e sabota le sue relazioni con il mondo arabo

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