Il ruolo dell’energia nucleare nella guerra in Ucraina

05/04/2022

L’obiettivo finale della Russia nell’invadere l’Ucraina è portare quanto più possibile il paese sotto l’influenza di Mosca o, in assenza di ciò, sottrarne le risorse all’Occidente. A tal fine vorrebbe privare l’Ucraina delle tradizionali fonti di energia e assumere il controllo delle centrali nucleari e dei giacimenti di uranio dell’Ucraina.

Non molto tempo fa il potenziale di armi nucleari dell’Ucraina era maggiore di quello di Gran Bretagna e Francia. In era sovietica Kiev possedeva quasi 2.000 testate nucleari e circa 2.500 testate tattiche. Nella Dichiarazione di sovranità statale dell’Ucraina del 1990 Kiev si è impegnata a rimanere permanentemente neutrale e non partecipare ad alleanze militari. Nel Memorandum di Budapest del 1994 si è impegnata a rinunciare alle armi nucleari in cambio di garanzie di sicurezza da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Russia.

L’Ucraina possiede tutto il know how e la tecnologia necessaria per ripristinare il suo status di potenza nucleare. Il centro di studi nucleari a Kharkiv dispone di un impianto nucleare sperimentale. L’Ucraina ha altri quattro impianti: la centrale nucleare di Khmelnytskyi, quella dell’Ucraina meridionale, quelle di Zaporizhzhia e Chernobyl.

Prima della guerra l’Ucraina produceva nelle centrali nucleari circa la metà dell’energia di cui aveva necessità, utilizzando uranio importato dalla Russia. L’Ucraina però ha iniziato a ripensare la sua posizione sulle armi nucleari quando la Russia ha annesso la Crimea nel 2014. Il presidente Zelensky ha recentemente affermato che, se gli stati garanti del Memorandum di Budapest non garantiranno la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Ucraina, Kiev tornerà a essere una potenza nucleare.

L’accesso all’uranio non è un problema. L’Ucraina ha alcune delle più grandi riserve del mondo. Dal 2014 scarseggiano invece gas e petrolio, tradizionalmente forniti dalla Russia, e scarseggia il carbone, che proveniva soprattutto dalle miniere del Donbass, ora in mano russa. Per compensare queste perdite, l’Ucraina ha diversificato il mix delle sue risorse energetiche, includendovi il nucleare. Nel 2021 l’Ucraina ha deciso di avviare il processo di produzione nazionale di biossido di zirconio, un componente importante del combustibile nucleare.

La decisione dell’Ucraina è in linea con le tendenze globali. L’energia nucleare sta vivendo una rinascita poiché molti paesi la considerano la risposta ideale alla crisi energetica globale. La Russia vuole continuare a controllare il mercato europeo dell’energia e perciò vuole ottenere il controllo delle miniere di uranio ucraine, oltre che delle centrali. La Russia è già leader nella produzione di uranio arricchito, ma non vuole un concorrente ai confini.

Durante l’attuale invasione la Russia si è impossessata di Zaporozhe e Chernobyl e si sta avvicinando alla centrale dell’Ucraina meridionale. Entrambe le stazioni sono ora gestite da specialisti russi di Rosatom, insieme a personale ucraino. Per Mosca sarebbe dannoso che l’intera rete nucleare ucraina finisse a disposizione dell’Occidente. Inoltre il controllo delle centrali è una preziosa arma di ricatto nelle trattative, perché la Russia potrebbe distruggerle prima di doversi ritirare.

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