Net@, una rete tesa verso il futuro

29/03/2020

 

Per iscriversi alle selezioni per l'anno scolastico 2020-2021, compilare questo modulo: https://forms.gle/n5RGYXYjhenwpD9y7

Cari amici docenti,

immaginiamo quali difficoltà stiate attraversando dal punto di vista professionale – oltre che personale, come tutti noi – in queste settimane. Fin da quando è stato chiaro che l’emergenza non si sarebbe risolta in tempi brevi, siete andati alla ricerca delle migliori contromosse, avete adattato e riplasmato programmi, creato nuovi metodi didattici e scoperto nuovi mezzi per restare in contatto con i vostri studenti.

Ci stiamo provando anche noi. Se altre attività che svolgiamo presso la nostra sede o nelle scuole, così come il seminario in programma all’Università di Torino, si sono dovute necessariamente arrestare, è con grande soddisfazione che proviamo a raccontarvi come invece anche a distanza prosegua Net@, progetto di formazione in digital high-tech in inglese cominciato a dicembre 2019 grazie alla disponibilità dell’Istituto Germano Sommeiller di Torino e di un piccolo gruppo di sostenitori e finanziatori italiani che collaborano con gli ideatori del progetto in Israele, dove Net@ è stato uno degli strumenti educativi che hanno permesso la rapida crescita del paese nell’high tech.

 

I venti studenti selezionati tra le classi prime e seconde dell’Ist. Sommeiller stanno portando avanti con grande serietà un’esperienza nuova e decisamente impegnativa, che li sta cambiando sotto i nostri occhi. Forse i ragazzi non ne sono coscienti, ma li si vede già più spigliati (non soltanto nell’esprimersi in inglese), più sicuri di sé quando devono parlare in pubblico, più consapevoli di essersi assunti una responsabilità e di avere a disposizione un’occasione preziosa di imparare e crescere.

 

Net@ è infatti un corso articolato in moduli su più anni che fornisce competenze tecnologiche di prim’ordine e costantemente aggiornate, messe a disposizione dall’Appleseeds Academy, che vede tra i suoi principali partner nomi come Google, Microsoft, Intel, Cisco, Amazon, SAP. Entro la fine di questo primo anni i ragazzi impareranno linguaggi informatici come Html, Css e Java ottenendo certificazioni rilasciate da CISCO e MICROSOFT. Ma non si tratta soltanto un corso di educazione digitale. La metà delle quattro ore di lezione settimanali è dedicata ad attività “sociali”, che partono dall’apprendere a ideare e illustrare in pubblico un progetto per arrivare alla sua realizzazione, anche tramite attività di volontariato (ad esempio conducendo seminari per anziani sull’uso di PC e cellulari o seminari sulla sicurezza in rete per bambini, organizzando laboratori di riparazione di hardware, insegnando a studenti che iniziano i primi corsi, ecc.). In questo modo gli studenti utilizzano subito ciò che imparano – comprendendo l’importanza del rispettare gli impegni per raggiungere un obiettivo condiviso − e migliorano le loro capacità di comunicare e di relazionarsi con gli altri. Dopo aver lavorato molto sulla capacità di parlare in pubblico, ora i ragazzi stanno studiando il mondo della comunicazione e dell’informazione per realizzare un giornale online, da curare sia nei contenuti che negli aspetti tecnici. Stanno lavorando a varie forme di comunicazione (fumetti, locandine, testi, ecc.) e apprendendo l’uso di nuovi strumenti digitali che impiegheranno non soltanto per il giornale online e per i loro siti (ogni studente ne sta costruendo uno personale, sfruttando quanto appreso in Html e Css!), ma anche al di fuori della scuola. 

 

Tutto ciò sta accadendo anche in queste settimane, mentre ogni studente è costretto a casa propria così come i formatori, che costituiscono il pilastro principale del progetto. Yahav, Ben e Shahar sono tre ragazzi israeliani che hanno terminato le scuole superiori e il loro pluriennale percorso di formazione con Net@ nel loro paese e hanno scelto di dedicarsi per un anno al volontariato all’estero, diventando a loro volta formatori Net@ per poter condividere e moltiplicare quello che hanno ricevuto. Se gli si chiede come mai abbiano fatto questa scelta, rispondono con naturalezza: “Perché Net@ mi ha cambiato la vita!”. Per molti dei ragazzi israeliani che aderiscono al progetto è proprio così; Net@ nasce infatti quasi vent’anni fa in Israele proprio come strumento per superare le barriere sociali ed etniche, creare senso di comunità e ricucire aree molto distanti tra loro in termini di possibilità economiche e di formazione (l’impatto che ha avuto su molti giovani delle comunità beduine è impressionante). Il fatto che i docenti siano ragazzi di poco più grandi ha effetti estremamente favorevoli sull’atteggiamento degli studenti e sulle dinamiche di apprendimento: a detta dei loro stessi docenti, che li hanno osservati durante le lezioni, sono meglio disposti nei confronti dell’insegnamento ricevuto da un coetaneo (o quasi), le comunicazioni sono più agili e rilassate, presto si innesca un meccanismo di imitazione positiva fra pari. Il risultato è che i ragazzi imparano più velocemente

 

I corsi a Milano e a Torino (non soltanto all’Istituto Sommeiller ma anche, in versione junior, con i bambini delle elementari e medie della scuola ebraica) sono i primi esperimenti al di fuori di Israele, resi possibili dall’Associazione Educazione Digitale Italia di Milano e in particolare dall’impegno di Andrea Jarach e Adì Zuk, fondamentali nell’aiutare la nostra Fondazione a implementare e coordinare il progetto, anche in queste condizioni straordinarie. Visti gli ottimi risultati, vorremmo dare continuità al progetto e replicarlo in più scuole, in modo che diventi un network di giovani che aiutano e si auto-aiutano, imparando a utilizzare la conoscenza e le capacità tecnologiche per agire nella società con solidarietà e senso di responsabilità. 

 

Speriamo che questa fucina operosa – pur tra connessioni che cascano, orari che non combaciano, gruppi WhatsApp che impazzano e coordinatrici che impazziscono per gestire i problemi e adottare contromisure – sia motivo di incoraggiamento e speranza anche voi.

Buon lavoro a tutti!

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