Brexit: la rivincita di de Gaulle

08/04/2019

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Secondo il presidente francese de Gaulle, la storia dei rapporti fra la Francia e la Gran Bretagna avrebbe reso impossibile l’integrazione dell’Inghilterra in Europa. Per questo de Gaulle si oppose fino all’ultimo all’ingresso dell’Inghilterra in Europa.

La Gran Bretagna non fu uno degli stati fondatori del Mercato Comune Europeo nel 1957 (trattato di Roma), ma nel 1960 chiese di entrare nella Comunità Economica Europea. La Francia si oppose e continuò a opposi nel 1963 e nel 1967. De Gaulle sosteneva che il sistema economico inglese era incompatibile con le economie del Continente e che l’Inghilterra non aveva affatto a cuore la potenza d’Europa, ma la considerava un pericolo. Dalla conquista normanna dell’Inghilterra (nel 1066) in poi, i Britannici ebbero sempre come priorità strategica il tenere a bada le potenze europee, giocando le une contro le altre in modo da prevenire la possibile formazione di una unica superpotenza capace di conquistare e inglobare anche la Gran Bretagna. Inoltre gli altri stati europei sono tutti potenze di terra (l’Italia non lo è, ma non viene percepita come una potenza né di terra né di mare), obbligate a fare i conti con i vicini per trovare un equilibrio di potere sostenibile. La Gran Bretagna invece è una potenza navale, che è sempre ricorsa al blocco navale per proteggere se stessa e impedire agli stati rivali di utilizzare le rotte marittime. Successe all’epoca di Napoleone, successe durante la Prima guerra mondiale, dal punto di vista di de Gaulle successe anche durante la Seconda guerra mondiale. De Gaulle trovò rifugio e aiuto in Inghilterra durante la Seconda guerra mondiale, dopo che la Francia cadde quasi senza resistenza davanti alle truppe tedesche. Ma dall’Inghilterra la strategia di guerra contro Hitler la fece Churchill in favore degli Inglesi, non la poté fare de Galle in favore della Francia, ovviamente. De Gaulle non dimenticò mai il risentimento provato allora, quando capì che gli Inglesi sarebbero stati pronti a sacrificare la Francia per salvare l’Inghilterra.

Inoltre secondo de Gaulle l’economia inglese è molto più liberista della economie del continente, è dominata dall’imprenditoria privata, che punta all’innovazione ed è propensa al rischio. Le economie continentali invece sono molto più legate allo stato, che ne traccia la direzione, regola i mercati e provvede alla sicurezza sociale in modo importante. Per gli Inglesi l’azione dello stato nel mercato è un’interferenza illegittima e pericolosa da parte di burocrazie che perseguono interessi di parte usando mezzi pubblici. Per de Gaulle e per la maggior parte degli Europei lo stato (con tutte le sue burocrazie) incorpora la nazione e perciò fa sempre e comunque gli interessi della nazione nel suo insieme.

L’Unione Europea è stata forgiata sui principi di de Gaulle e della Francia, non su quelli dell’Inghilterra. L’Unione Europea crede nel diritto-dovere delle burocrazie pubbliche di regolare ogni aspetto della vita dei cittadini. In questo assomiglia molto di più ai sistemi autoritari che alle democrazie anglosassoni.

De Gaulle aveva anche un’altra preoccupazione riguardo al ruolo della Gran Bretagna in Europa: temeva che sarebbe sempre stata la lunga mano degli USA nel Continente. Vedeva il legame fra Inghilterra e USA come indissolubile, basato sulla coincidenza di interessi geostrategici e su di una comune cultura politica ed economica. Ma de Gaulle non voleva l’egemonia degli USA in Europa, voleva l’egemonia della Francia in Europa. Lasciando fuori dall’Europa la Gran Bretagna, la Francia sarebbe stata ovviamente il paese egemone d’Europa durante la Guerra fredda. Alla Francia di de Gaulle pareva più pericolosa la NATO dell’Unione Sovietica, perché la Francia avrebbe sempre potuto trovare un accordo di spartizione dell’Europa con i Sovietici, mentre gli USA e la Gran Bretagna avrebbero potuto devastare il territorio francese per combattere i Sovietici, pur di salvare la propria egemonia sui mari e nei cieli.

Ovviamente l’Europa di oggi non è quella della Guerra fredda, ora l’egemone è la Germania. Ma la Germania ha bisogno del sostegno pieno della Francia, che potrebbe invece farsi capofila dell’opposizione europea agli interessi tedeschi. Finché regge l’accordo di reciproco sostegno fra Francia e Germania, regge l’Unione Europea. L’accordo è molto più facile se non c’è più la Gran Bretagna di mezzo, che aveva un notevole peso nelle decisioni dell’Unione. Germania e Francia non si dolgono molto per la Brexit, che nel breve termine gioca a loro favore. Nel medio o lungo termine, tuttavia, si potrebbe andar delineando un asse fra i paesi dell’Europa dell’est, la Gran Bretagna e gli USA, contro l’ipotesi di un asse fra la Russia e il binomio franco-tedesco che schiacciasse – come sempre − l’autonomia e gli interessi degli altri paesi della grande pianura europea. 

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