Prisoners of geography
di Tim Marshall

14/02/2019

L’autore mantiene la promessa del lungo sottotitolo (Ten maps that tell you everythingy you need to know about global politics) e spiega la geopolitica partendo da dieci carte geografiche. L’importanza della geografia è spiegata fin dall’introduzione: “la geopolitica guarda ai modi in cui gli affari internazionali possono essere compresi attraverso fattori geografici; non solo il paesaggio fisico, ma anche il clima, la demografia, le regioni culturali e l’accesso alle risorse naturali”.

All’inizio di ogni capitolo è presentata la mappa geografica dei paesi successivamente analizzati. Marshall spiega come i leader politici siano sempre vincolati dalla geografia. La geografia ha portato Putin a ritenere necessario occupare la Crimea, così come ha spinto i suoi predecessori a espandersi fino a far della Russia lo stato più vasto del pianeta. La geografia ha indotto la Cina a inglobare il Tibet allo scopo di raggiungere confini difficilmente attaccabili e facilmente difendibili. La distribuzione geografica dei fiumi navigabili e delle terre coltivabili ha determinato in larga parte la storia d’Europa. Anche oggi i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale stanno trasformando l’Artico e la gara per il suo controllo da parte dei paesi che vi si affacciano.

In dieci capitoli si delineano i vincoli geografici delle principali potenze o regioni del globo: Russia, Cina, Stati Uniti, America latina, Medio Oriente, Africa, India e Pakistan, Europa, Giappone, Corea e Artico.

Il libro è scritto in modo piano e chiaro, pensando a lettori che vogliano allargare e approfondire la propria conoscenza del mondo e servirsi della geopolitica per approcciarsi in modo nuovo allo studio della storia. 

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