C’è speranza se questo accade a Piano Quinto

11/02/2019

3,2,1 …via! Siamo partiti. Nella Scuola Primaria di Piano Quinto (CN) la classe IV, insieme a un’insegnante esplosiva e ricca di idee, ha cominciato a sperimentare attività in modo capovolto. Grazie alla sponsorizzazione della Fondazione CdF alcuni insegnanti della scuola primaria e secondaria dell’Istituto Comprensivo di Demonte da ottobre sono seguiti da docenti dell’Associazione FLIPNET per avviare l’implementazione del metodo “capovolto”, che prevede che l’acquisizione delle nozioni di base avvenga a casa, tramite video lezioni registrate dal docente, per utilizzare invece il tempo in classe per “compiti autentici”, esercitazioni pratiche e approfondimenti. Per conoscere meglio questo metodo didattico potete guardare il servizio realizzato da SuperQuark o leggere questo articolo.

 

L’argomento da cui è partito l’esperimento è la civiltà babilonese. Dapprima l’insegnante ha preparato una video lezione e l’ha messa a disposizione degli alunni sulla piattaforma Google Classroom. Ha cioè registrato in video la lezione che abitualmente teneva in classe per introdurre l’argomento e fornire le nozioni chiave. Gli alunni hanno visto la video lezione come compito a casa, perciò in classe è stato possibile utilizzare il tempo per far realizzare loro delle ricerche in proprio e per creare lavori.

I bambini sono stati divisi in gruppi da 3 e ogni gruppo è stato nominato “esperto” di un determinato aspetto della vita dei Babilonesi: la religione, l’educazione, le tecnologie utilizzate, e così via. Con l’aiuto della docente i componenti di ogni gruppo si sono divisi i compiti e hanno ricercato le informazioni sul libro di testo e su altri materiali portati dall’insegnante, utilizzando taccuino e penna per prendere appunti, come giornalisti a caccia di notizie.

Il primo compito di ogni gruppo era realizzare un cartellone che presentasse e illustrasse il singolo argomento di cui doveva essere “esperto”, in modo tale che fosse possibile unire il tutto e avere una visione d’insieme. Ma ciò che più elettrizzava gli alunni era la seconda parte del lavoro, da realizzarsi la settimana successiva, in cui avrebbero dovuto creare una lezione-documentario da pubblicare su YouTube. “Ma come gli youtuber? Wooooooow”. Risate.

Utilizzando semplicemente il registratore vocale di uno smartphone è stato possibile procedere alla seconda fase. È stato spiegato agli alunni che sarebbe stata registrata soltanto la loro voce e che dunque avrebbero dovuto coinvolgere gli ascoltatori soltanto con la parola, senza l’aiuto della mimica facciale e della gestualità − cosa per loro tutt’altro che facile. Gli alunni si sono presentati a gruppi, con i loro appunti e con un po’ di emozione. C’era quello più sicuro di sé che avrebbe parlato anche per gli altri, quello un po’ timido con la voce tremolante, quello che pur di finire in fretta ha letto il suo testo tutto d’un fiato. Poi c’era quella che ci scherzava su, quella tranquilla e pacata, quella che invece avrebbe riprovato all’infinito perché tutto doveva essere perfetto. Le emozioni vissute dai bambini emergono nei video conclusivi creati con Powtoon (con l’aiuto di chi scrive) e poi – finalmente! – pubblicati su YouTube; video che rivelano molto di più delle caratteristiche della civiltà babilonese: impegno, voglia di fare e progettazione mirata a uno scopo.

 

Questo modo di ‘far scuola’ non lascia agli alunni soltanto una serie di nozioni da imparare a memoria, ma li educa e li coinvolge personalmente e a fondo. Nella classe IV di Piano Quinto ogni alunno ha cercato attivamente, ha ragionato, ha portato il suo contributo. Tutti hanno dovuto mettersi in gioco e provare, tutti hanno fatto squadra per avere un bel risultato. E senza l’apporto di ogni alunno e di ogni gruppo il quadro d’insieme non sarebbe stato completo. Potete vederne i risultati aprendo questi link: https://youtu.be/VAiDg0ZGdwU, https://youtu.be/aUFdsG01CHY, https://youtu.be/nrXp20Cn8U0.

 

 

Marzia Petrolini

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