Le delusioni di Putin in Siria

07/01/2018

È passato meno di un mese dall’annuncio di Vladimir Putin che l’intervento russo nella guerra civile siriana era giunto alla vittoria finale e che il ritiro delle truppe era imminente. Neanche due settimane dopo, milizie islamiste hanno condotto un attacco mortale contro una base aerea russa, distruggendo a terra alcuni aerei militari e uccidendo due soldati russi. Numerosi altri attacchi di minore portata si sono susseguiti fino ad ora, e la Russia ha annunciato che d’ora in poi la sorveglianza delle sue basi in Siria non sarà più affidata all’esercito siriano, ma soltanto a truppe russe. Di questo passo diventa difficile per Putin continuare a sostenere che l’intervento in Siria è stato risolutivo.

Quale futuro si prospetta per la Siria? La Russia vuole congelare lo status quo, ma nessun altro lo vuole, eccetto i Curdi siriani. Lo status quo non interessa all’Iran, che vuole la reintegrazione totale del regime di Assad, suo alleato, per realizzare il sogno iraniano di raggiungere il Mediterraneo. Non interessa neppure alla Turchia, che vuole la creazione in Siria di un governo sunnita amico, l’eliminazione delle milizie del PKK e il disarmo dei Curdi siriani. Assad, dal canto suo, vuole il ripristino del suo regime senza doversi inchinare ad altre potenze, il che significa mantenere le forze russe in Siria il più a lungo possibile per aiutarlo a riconquistare il territorio.

La guerra civile siriana iniziata nel 2011 è stata messa in pausa con l’emergere dello Stato Islamico. Da quando lo Stato Islamico è stato sconfitto la guerra civile è ricominciata, pur se in sordina, e nessuno dei paesi coinvolti vuole che il mondo lo venga a sapere. Russia, Siria, Iran e Turchia vogliono mostrare una situazione di successo per raggiungere i propri obiettivi, che divergono fra di loro. Ma il successo è passeggero in questa parte di mondo.

La Russia è entrata in Siria in un momento di difficoltà all’interno, causato sia dall’abbassamento del prezzo del petrolio sia dalla scarsa credibilità di Putin dopo l’esplosione della crisi ucraina. Ora Putin deve riuscire ad abbandonare la Siria portando a casa una vittoria, altrimenti l’intervento potrebbe diventare un argomento a favore degli oppositori interni.

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