Il dilemma del Pakistan con i Talebani e l’Afghanistan

15/09/2017

Il discorso di Trump sulla politica americana verso l’Afghanistan del 21 agosto 2017 ha lanciato un segnale nuovo: invitando l’India ad aumentare la sua presenza economica e politica in Afghanistan per stabilizzare il paese, ha fatto capire che gli USA considerano l’India l’alleato più importante nella regione per il contenimento da un lato dell’egemonia cinese, dall’altro dell’islamismo. Questo preoccupa il governo pakistano, così come l’espressa intenzione di Trump di negoziare direttamente con i Talebani in Afghanistan.

La diplomazia indiana si è affrettata a organizzare un incontro con il governo afgano a inizio settembre, a seguito del quale è stato dato l’annuncio della firma di accordi per 116 progetti di sviluppo in zone sia urbane che rurali dell’Afghanistan, nonché un accordo militare di cui non si hanno dettagli. Il Pakistan in risposta ha organizzato incontri con il governo iraniano, quello turco e quello cinese, per ottenerne il sostegno.

I Pakistani hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con i Talebani, che hanno rifugi sicuri e basi logistiche importanti nelle regioni montuose di frontiera. Il Pakistan però ha bisogno di non perdere gli aiuti militari americani da cui dipende sin dai tempi dell’Unione Sovietica, quando l’URSS sosteneva l’India e gli USA sostenevano il Pakistan. I Pakistani hanno cercato di mantenere per vent’anni un difficilissimo equilibrio fra il sostegno ai Talebani e ad altri gruppi islamisti (Bin Laden visse indisturbato in Pakistan benché ricercato dai servizi segreti e dagli eserciti di tutto l’Occidente) e la collaborazione con la NATO e gli USA in Afghanistan.

Il governo pakistano ha deciso di assumere il controllo diretto delle Aree Tribali che sino ad ora si sono amministrate in modo autonomo in quanto parte di una federazione, non del territorio nazionale pachistano

Il Pakistan non può accettare di buon grado un governo filo-indiano a Kabul, ma ora teme anche un governo talebano, perché nell’arco di un decennio i Talebani sono diventati troppo potenti nelle aree tribali di frontiera e c’è il rischio che le strappino al Pakistan. Perciò il governo pakistano ha deciso di assumere il controllo diretto delle Aree Tribali che sino ad ora si sono amministrate in modo autonomo in quanto parte di una federazione, non del territorio nazionale pachistano. Il Pakistan invierà un corpo para-militare di 20000 uomini per incorporare le Aree Tribali nel territorio nazionale. Anche il sistema giudiziario, attualmente gestito da Corti Islamiche autonome, verrà accorpato a quello nazionale. Le Aree Tribali costituiranno nuovi distretti elettorali per l’elezione del Parlamento nazionale, e anche questa è una novità. Come reagiranno le milizie armate delle Aree Tribali, in primo luogo quelle talebane?

La linea di confine fra Pakistan e Afghanistan ricalca la linea Durand, che divideva l’Impero Britannico dal Regno Afghano. Le valli sull’uno e sull’altro versante del confine sono abitate da una stessa popolazione pashtun, etnicamente e culturalmente diversa dalla popolazione afghana del nord-ovest che è farsi, cioè di cultura persiana. Farsi e Pashtun non convivono facilmente in Afghanistan, si integrano difficilmente in una unica società. Il governo afghano ha spesso avanzato l’ipotesi di accorpare le valli abitate dai Pashtun in un Pashtunistan autonomo, che toglierebbe territorio sia all’Afghanistan sia al Pakistan, ma renderebbe più agevole la creazione di una società e di un governo farsi nel resto dell’Afghanistan. Il Pakistan non vuole la creazione del Pashtunistan ed è per renderla impossibile che ora assume il controllo diretto delle regioni pashtun a est della linea Durand. 

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