Eurozona:
gli investimenti saranno la soluzione?

12/09/2014

La crisi economica di larga parte dei paesi europei si aggrava, ma la soluzione non si trova, perché le opinioni sulle sue cause divergono: i Tedeschi pensano che la causa sia l’eccesso di debito, i paesi mediterranei pensano che la causa sia l’insufficienza delle domanda. Il 22 agosto scorso il Presidente della BCE Mario Draghi ha avanzato la proposta di finanziare indirettamente, tramite derivati emessi dalle banche, le imprese europee, mirando soprattutto alle piccole e medie imprese. L’operazione dovrebbe iniziare il prossimo 18 settembre. Commenti a questa proposta sono arrivati da vari paesi e da vari partiti politici, non sempre positivi, ma nell’insieme fanno ritenere che non ci saranno opposizioni sostanziali, neppure in Germania.  

Le statistiche recenti indicano che l’inflazione nell’eurozona, inclusa la Germania, è troppo bassa (vedasi l’immagine in alto): prezzi fermi, o addirittura in discesa come in Italia, indicano che occorre stimolare la domanda, perché il sistema economico nel suo complesso rischia di arretrare o rotolare in basso. Per stimolare la domanda occorre o aumentare la quantità di denaro in circolazione stampando moneta, cosa cui la Germania e gli altri paesi con i conti in ordine si oppongono assolutamente, oppure ridurre le tasse per aumentare la quantità di denaro a disposizione delle famiglie per i consumi  – cosa che i paesi mediterranei dell’eurozona non possono assolutamente fare perché andrebbero in forte disavanzo, aumenterebbero il debito e incorrerebbero in gravi sanzioni da parte dell’Europa – oppure stimolando gli investimenti delle aziende, soprattutto di quelle piccole e medie, perché le grandi aziende di solito investono ricorrendo al mercato obbligazionario e azionario, non chiedendo prestiti alle banche.

Nonostante i parerei negativi di alcuni politici tedeschi, pare siano già in corso contatti fra il governo francese e quello tedesco per concordare il tipo di investimenti da favorire. Gli altri paesi dell’eurozona stanno facendo forti pressioni sulla Germania perché aumenti gli investimenti che possano stimolare la domanda di forniture dai paesi limitrofi, dato che la Germania sta investendo molto meno della media degli altri paesi industrializzati, in proporzione alla produzione.  

Visto che qualcosa occorre pur fare per permettere ai paesi mediterranei dell’Eurozona di frenare la caduta economica, che ha ripercussioni negative anche sull’economia tedesca, la proposta di Draghi verrà accettata anche dai più severi monetaristi tedeschi come il male minore. Già si parla di ‘growth compact’ fra i paesi dell’Eurozona, da contrapporre al ‘fiscal compact’.  

Se son rose, fioriranno, diceva la nonna…  Purché la stagione non sia già troppo avanzata e le piante di rose – le piccole e medie aziende – non siano già in letargo.

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