La Moldavia
in via di frantumazione

14/02/2014

La Moldavia fu sempre zona di transito fra la Russia e la penisola Balcanica, perciò zona di scontro fra i Russi e gli imperi che occuparono i Balcani attraverso i secoli. La regione moldava di Gagauzia (in rosso nella cartina) è animata da forti correnti separatiste. Si tratta di una regione agricola abitata da una popolazione di etnia turca, che parla un dialetto di origine turca. Il resto della popolazione moldava parla il Romeno, eccetto la regione della Transnistria, dove la maggioranza è di lingua russa. I Gagauzi sono soltanto 150 000 su una popolazione totale di 3,4 milioni di persone e vivono sulle colline vicine al confine sud con l’Ucraina, altra regione profondamente divisa fra regioni filo-russe e regioni filo-europeiste. Nel 1991 la Gagauzia si proclamò indipendente dalla Moldavia, ma dopo lunghe negoziazioni accettò di rimanere in Moldavia come regione speciale autonoma. Anche la Transnistria si proclamò indipendente dalla Moldavia, e grazie all’appoggio economico e militare dei Russi non intende accettare compromessi per rimanere all’interno della Repubblica Moldava.

Il governo moldavo è filo-europeista, ha firmato accordi di integrazione con l’Unione Europea. In Gagauzia lo scorso 2 febbraio si è tenuto un doppio referendum per chiedere alla popolazione se vuole l’integrazione nell’Unione Europea, o se vuole l’Unione Doganale con la Russia. Il 98, 4% ha votato in favore dell’Unione Doganale con la Russia. Questo già escluderebbe in pratica la possibilità di un’integrazione nell’Unione Europea, ma a rafforzare la scelta è venuto anche un 97.2% di voti esplicitamente contrari a ogni ulteriore integrazione in Europa. Se la Moldavia intende proseguire il percorso di integrazione nell’UE, sa che un’altra regione potrebbe reagire con la secessione in favore della Russia.







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