Francia e Arabia Saudita:
la strana coppia in Libano

02/01/2014

L'Arabia Saudita ha deciso di dare tre miliardi di dollari all'esercito libanese, raddoppiandone il budget annuale, perché possa comperare − dalla Francia − le armi che servono. L'ha annunciato il 29 dicembre il presidente libanese Michael Suleiman. Lo stesso giorno in Arabia re Abdullah incontrava François Hollande per discutere una strategia comune in Libano e in Siria. Tutto ciò è avvenuto due giorni dopo l'assassino a Beirut di Mohamed Chatah, esponente sunnita dell'Alleanza 14 marzo, movimento libanese sostenuto dai Sauditi.

Da quando gli Usa hanno rinunciato a intervenire in Siria e hanno aperto trattative con l'Iran, i Sauditi hanno deciso di rafforzare il loro sostegno ai ribelli siriani, ma non possono ottenere risultati in Siria senza controllare la situazione in Libano, perché Hezbollah, il gruppo politico-militare più influente in Libano, ha fornito sino ad ora un aiuto essenziale ad Assad nel contrastare l'avanzata dei ribelli. I Sauditi però non vogliono agire da soli, per non essere accusati di alimentare la violenza settaria nella regione o, peggio, di rafforzare al Qaeda.

Qui entra in gioco la Francia. Dal punto di vista storico, la Francia è profondamente legata al Levante, soprattutto al Libano, dove da decenni sostiene le forze anti-Hezbollah. I Francesi sono stati i sostenitori più convinti dei ribelli siriani nel mondo occidentale e sono pronti a stringere accordi militari, vantaggiosi anche economicamente, nella regione del Golfo. In questo contesto il legame franco-saudita appare naturale. Rimane da capire che cosa può concretamente fare questa alleanza per indebolire le forze combinate di Iran e Iraq, quelle del regime di Assad e degli Hezbollah. I Sauditi forniranno denaro e uomini e cercheranno di gestire la guerra che sembra ormai dilagare nella regione. I Francesi forniranno sostegno militare e di intelligence e legittimeranno agli occhi della comunità internazionale quella che altrimenti potrebbe apparire come un'iniziativa settaria arabo-musulmana.

Riad e Parigi formano una strana coppia: una monarchia islamica salafita e la più laica fra le repubbliche. La geopolitica però trascende l'ideologia e talvolta crea legami inaspettati, come quello che stanno cercando di formare USA e Iran. Per la Francia è comunque rischioso collaborare con i Sauditi per ostacolare l'influenza iraniana. La maggior parte dei ribelli siriani sono jihadisti, e i Sauditi stanno cercando di controllarli tramite il Fronte Islamico, che raggruppa tutti i gruppi jihadisti ad eccezione dei due principali, che sono legati ad al Qaeda. In sostanza, l'Arabia sta cercando di contrastare l'Iran, gli Sciiti e il regime di Assad e, nello stesso tempo, di isolare al Qaeda. È un’operazione quasi impossibile, ma l’unico paese che può tentare di farlo è proprio l’Arabia Saudita. Questo spiega perché la Francia ha deciso di prendere parte a questa pur rischiosa iniziativa. Dopo il crollo del regime baatista in Iraq, la perdita di potere del regime militare in Egitto e la guerra in Siria, l'Arabia è l'unica potenza rimasta nel mondo arabo con cui poter collaborare. È troppo presto per stabilire se questa alleanza riuscirà a raggiungere i propri obiettivi. Quel che è certo è che questa iniziativa intensificherà la guerra in corso nel Levante.










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