Al Qaeda e il jihad
dieci anni dopo l'11 settembre

06/09/2011

I vertici di al Qaeda da anni minacciano di lanciare un nuovo attacco spettacolare sullo stile di quello dell’11 settembre in Occidente. Lo faranno?

L’intento di al Qaeda e del Jihad internazionale è stato ed è colpire gli Stati Uniti nel modo più incisivo e il maggior numero di volte possibile. Il governo statunitense e i suoi alleati però hanno pesantemente danneggiato la leadership di al Qaeda, che si trova in parte in Pakistan, in parte si è dispersa in Somalia, Yemen e altri punti caldi del pianeta.

Alcuni sostengono che al Qaeda tuttora possa contare su una rete di terroristi dormienti su suolo statunitense, pronti a scatenare un attentato a richiesta dei vertici. Ma è poco probabile. Il pericolo viene piuttosto da jihadisti fai-da-te, con passaporto locale, isolati e pronti a tutto, difficili da identificare, che possono causare danni circoscritti e relativamente poche vittime. Se al Qaeda avesse ancora la capacità di colpire in occidente con attacchi  spettacolari, li avrebbe compiuti negli scorsi anni. Invece ha fatto proseliti soltanto fra  ‘cani sciolti’, mentre tutti i suoi capi storici sono stati uccisi e le sue basi all’interno di stati amici (Afghanistan e Pakistan) sono state smantellate.

Questo non significa che il Jihad come ideologia sia definitivamente sconfitta  e che il pericolo sia scongiurato. Ma le organizzazioni transnazionali di qualche peso sono state neutralizzate e  i jihadisti sono ora concentrati nel condurre attacchi localmente, all’interno delle varie guerre civili che travagliano i paesi islamici del mondo.

La ‘guerra al terrore’ degli Stati Uniti ha raggiunto il suo scopo: ha allontanato il nemico dal territorio americano, ha portato ferite mortali alle organizzazioni jihadiste internazionali.

Non ha invece raggiunto il suo scopo il successivo progetto di nation-building in Iraq e in Afghanistan, su modello democratico. Il tempo dirà quali risultati rimarranno di questo progetto: è ancora troppo presto per sapere davvero quanto sia stato inutile, e quanto inciderà sul futuro della regione.

Gli Stati Uniti e l’Occidente si ritirano: le guerre finiscono, la storia continua, i problemi più impellenti ora sono di natura economica e finanziaria. Si volta pagina: l’11 settembre è già storia, non più attualità.

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