ATTUALITÀ
15
Giugno
2017
L’ISIS nelle Filippine e il ruolo globale degli USA

Il presidente filippino Rodrigo Duterte si è posto in modo estremamente critico, talora apertamente offensivo, nei confronti degli USA fin dall’inizio della sua campagna elettorale. Ha cercato invece l’amicizia e la cooperazione della Cina. Ma quando l’ISIS ha attaccato Marawi, città sull’isola di Mindanao, e l’esercito filippino non è riuscito a porre termine all’attacco, le Filippine hanno chiesto aiuto agli USA. Il 10 giugno 2017, dopo tre settimane di battaglie, dieci reparti speciali americani hanno messo la propria esperienza a disposizione dell’esercito filippino, su richiesta del governo. Non combatteranno direttamente contro l’ISIS ma forniscono addestramento, consulenza e intelligence. Hanno anche messo a disposizione dell’esercito filippino quattro sistemi mitragliatori, 300 fucili da assalto e 100 lanciarazzi. 

13
Giugno
2017
L’imbarazzo dell’India fra Cina, Pakistan e Iran

La priorità della diplomazia indiana è la gestione dei rapporti con Cina, Russia, Pakistan e Stati Uniti. In questo contesto l’Iran ora rappresenta sia una opportunità sia un pericolo. Dopo la revoca delle sanzioni internazionali all’Iran nel 2016 l’India è stata in prima fila per riallacciare rapporti economici e strategici. L’accordo di maggiore importanza firmato da allora è lo sviluppo del porto di Chabahar, sulla costa iraniana, in cui l’India dovrebbe investire 500 milioni di dollari. Il progetto fa parte di un accordo trilaterale India-Iran-Afghanistan che aprirebbe le porte dell’Afghanistan al commercio internazionale, perché l’India costruirebbe anche 500 chilometri di ferrovia per collegare il porto alla città di Zahedan, sul confine fra Iran e Afghanistan, investendo atri 1600 milioni di dollari. 

10
Giugno
2017
La messa in scena dell’accordo di Parigi

I giornalisti del globo hanno versato fiumi di parole preoccupate sul rifiuto dell’Accordo di Parigi da parte del presidente Trump. Perché? A questa domanda daremo risposta soltanto alla fine dell’articolo. Che cosa succederà ora? Nulla di diverso da prima. A Parigi gli stati firmatari avevano dichiarato l’intenzione di ridurre le emissioni di diossido di carbonio. Di quanto ed entro quali scadenze? Ogni paese avrebbe deciso per sé. E che cosa potrebbe succedere ai paesi che, dopo aver firmato l’Accordo, non lo implementeranno, per scelta o per inefficienza? Nulla, non esistono sanzioni internazionali a fronte di questi accordi firmati sotto l’egida dell’ONU, che sono soltanto espressioni di generica buona volontà. 

10
Giugno
2017
Medio Oriente: i tre egemoni allineano le forze, l’ISIS vuole scatenarli l’uno contro l’altro

La riconquista del territorio dell’ISIS in Siria è finalmente incominciata ai primi giorni di giugno 2017. Per più di un anno la situazione è rimasta quasi congelata: l’ISIS era accerchiato e contenuto, ma i membri della coalizione anti-ISIS erano tutti in conflitto di interessi fra di loro, non trovavano l’accordo per sferrare l’attacco. Ora pare che i Curdi siriani (aiutati dagli USA, ma considerati terroristi nemici dalla Turchia e ribelli dal governo di Assad) e Assad stesso (sostenuto dall’Iran e dalla Russia) abbiano raggiunto un accordo per sferrare congiuntamente l’offensiva: i Curdi da est, Assad dalle altre direzioni. Questo significa che è stato raggiunto un accordo anche fra Russia e USA, che dal cielo proteggono l’avanzata dei propri ‘amici’, evitando interferenze reciproche. 

06
Giugno
2017
La Cina fa acquisti in Sud America

Brasile e Argentina attraversano da anni crisi economiche e politiche che hanno deprezzato le monete, ridotto gli investimenti e creato debiti disastrosi nel settore pubblico. Ne hanno approfittato aziende cinesi per acquistare azioni di aziende strategiche, soprattutto nel settore dell’energia elettrica, e per lanciare progetti di investimento in infrastrutture. Dal 2015 a oggi i Cinesi hanno speso 21 miliardi di dollari nell’acquisto di aziende che producono energia e gestiscono circa 100000 chilometri di reti di distribuzione di elettricità in Brasile. I Cinesi hanno anche contribuito con 15 miliardi di dollari a un fondo di investimenti nel settore dell’energia e delle infrastrutture collegate. 

06
Giugno
2017
Una guerra tra gli USA e la Corea del Nord?

Gli USA stanno raccogliendo ben tre portaerei da combattimento nelle acque vicine alla Corea, oltre ai cacciabombardieri che stazionano abitualmente a Guam, in Giappone e nella Corea del Sud. Gli USA preparano un attacco alla Corea del Nord? Sembrerebbe di sì. Però può darsi che all’attacco vero e proprio non si arrivi, sia perché i Cinesi si allarmerebbero molto per un’azione di guerra ai propri confini e potrebbero reagire molto male, sia perché la reazione dei Coreani sarebbe devastante per le città della Corea del Sud, inclusa Seul, e provocherebbe moltissime vittime.